L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 22 marzo 2017

Nicola Gratteri - non è la 'ndrangheta che ha scritto stupidagini

‘Ndrangheta, Gratteri: “Frasi sui muri di Locri? Scritte da tifosi dell’anti-Stato” 
 

Secondo il procuratore di Catanzaro in azione persone che odiano chi lotta contro la mafia: “Ignoranti che vedono le imprese nelle mani dei mafiosi e dei prestanomi”

“Quelle scritte non sono state fatte su ordine della ‘ndrangheta doc, quella che conosco io da 30 anni”: ne e’ convinto il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri che su ‘Repubblica’ si riferisce alle frasi apparse sui muri di Locri “piu’ lavoro e meno sbirri” proprio il giorno dopo la visita del Capo dello Stato Sergio Mattarella e alla vigilia della manifestazione in ricordo delle vittime della mafia.

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Scritte su Vescovado Locri 

Tifosi dell’anti-Stato. Secondo Gratteri quelle scritte sono riconducibili a “gente dell’anti-Stato, che fa il tifo per la ‘ndrangheta, ma non la ‘ndrangheta doc, quella che da sempre si inabissa per arricchirsi”, “io vedo in azione persone che odiano e disprezzano chi lotta contro la mafia e la corruzione”. Per Gratteri se alla ‘ndrangheta doc “addebitassimo questo gesto la sottovaluteremmo”, e poi “la ‘ndrangheta non reagisce mai quando ci sono i riflettori accesi e ieri c’erano 50 telecamere, gli inviati di importanti giornali nazionali. No, gli ‘ndranghetisti non sono degli stolti”. Invece “si tratta di gente che odia le istituzioni, che ha sposato la legge criminale della ‘ndrangheta, degli ignoranti stupidi, ubriachi del suo modo di pensare e agire criminale”, “gente ignorante e rozza che ha mitizzato la ‘ndrangheta” e “gli ignoranti condivideranno le scritte perche’ vedono le imprese nelle mani dei mafiosi e dei prestanome”.

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La ricetta. Gratteri ha anche sottolineato l’importanza del segnale della presenza a Locri di Mattarella non nascondendo peraltro i problemi: “Per fare un decisivo passo avanti ci vuole un codice penale e di procedura e un ordinamento penitenziario diversi, per non rendere conveniente delinquere. Dobbiamo superare il gap dell’istruzione. E’ una ricetta di lungo periodo – conclude Gratteri – e purtroppo non vedo una politica che guardi oltre scadenze molto ravvicinate”.

http://www.zoom24.it/2017/03/21/ndrangheta-gratteri-scritte-locri-45264/

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