L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 marzo 2017

Pisapia, scissionisti, Pd sono accomunati da essere dei falsi ideologici insieme alla Sinistra Italiana

Congresso PD: stiamo con Pisapia e sosteniamo Orlando, dicono Manconi e Mucchetti

I senatori dem Luigi Manconi e Massimo Mucchetti riflettono sulla scissione del PD.

"Condividiamo parte dellemotivazioni che hanno indotto un certo numero di colleghi a lasciare il gruppo del Partito Democratico del Senato e a costituire una nuova formazione. Non amiamo le scissioni e crediamo che la sinistra abbia bisogno di partiti larghi, plurali e aperti, perché questa è la domanda che viene da quegli strati sociali che intendiamo rappresentare e, in particolare, dai soggetti più vulnerabili. Se questo non è più possibile oggi, molte sono le cause e le responsabilità" scrivono in una nota congiunta i senatori demLuigi Manconi e Massimo Mucchetti.

"Quella principale va attribuita, crediamo, al segretario del PDche, abdicando al suo ruolo, si è rivelato incapace di essere soggetto di unità e fattore di coesione. - chiariscono - D'altra parte, pensiamo che una scelta minoritaria, anche quando sembra inevitabile, non abbia in questa fase sufficiente utilità. Per questo rimaniamo, con la libertà e la responsabilità che sempre abbiamo avuto e che ancor più si devono avere oggi, all'interno del gruppo democratico per lavorare a una prospettiva unitaria nel nuovo scenario di diversificazione della sinistra". 

"Lo facciamo all'interno della prospettiva indicata da Giuliano Pisapia e dal Campo Progressista che terrà la sua assemblea nazionale il prossimo 11 marzo a Roma. - si precisa - Se ilcentrosinistra intende ancora ambire alla guida del Paese, è necessario che chi resta e chi esce dal PD continui a parlarsi rifuggendo da tentazioni egemoniche per trovare insieme le necessarie convergenze. D'altra parte, in questa fase di dibattito congressuale e di competizione democratica per la segreteria del partito, considerati i profili di quanti si sono proposti per quel ruolo, noi dichiariamo di sostenere la candidatura di Andrea Orlando".

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