L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 17 marzo 2017

Poroshenko alza il livello di provocazioni nei confronti dei russi aizzato dalle Consorterie Guerrafondaie Statunitensi ed Ebraiche

Ucraina, Poroshenko annuncia sanzioni contro le banche russe

La decisione è arrivata dopo gli attacchi dei gruppi nazionalisti alle sedi di Sberbank a Kiev. Ad accendere la protesta l'annuncio della banca russa di essere disponibile ad erogare i propri servizi ai cittadini di Donetsk e Lugansk

Alessandra Benignetti - Gio, 16/03/2017 - 16:11

Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha annunciato che Kiev adotterà delle sanzioni contro cinque importanti banche russe che operano sul mercato ucraino, a cominciare da Sberbank.


La decisione arriva dopo una settimana di proteste dei militanti dei gruppi nazionalisti ucraini, che nei giorni scorsi hanno preso di mira le sedi di Sberbank a Kiev. Il principale istituto bancario russo, controllato dal Cremlino, aveva annunciato, infatti, la scorsa settimana, di essere disponibile a fornire i propri servizi finanziari ai cittadini delle repubbliche autoproclamatesi indipendenti di Donetsk e di Lugansk, i cui documenti, emessi dalle autorità separatiste, sono riconosciuti come validi nella Federazione Russa dallo scorso 18 febbraio, per decisione del presidente russo, Vladimir Putin. Lunedì, i militanti del battaglione Azov e della Guardia Nazionale dell'Ucraina avevano murato con blocchi di cemento l'ingresso della filiale di Sberbank a Kiev, bloccandone le attività. Il Cremlino aveva reagito chiedendo garanzie al governo ucraino.

Ma sulla scia delle proteste le autorità ucraine hanno deciso, al contrario, di forzare la mano. La banca centrale del Paese, in accordo con il consiglio per la Sicurezza nazionale e Difesa dell'Ucraina, ha dato, quindi, il via libera alle sanzioni contro Sberbank, Vs Bank, Prominvestbank, Vtb Bank e Bm Bank. Le misure restrittive disposte dal governo ucraino resteranno in vigore un anno, ed includono il “divieto di apporto di capitali dall’esterno dell’Ucraina, il pagamenti di dividenti ed interessi, la restituzione di depositi e prestiti interbancari”. Il ministero degli Esteri di Kiev ha informato l’Ue e gli Stati Uniti della decisione.

Per Mosca, però, le misure introdotte da Kiev sarebbero “in contrasto con il diritto internazionale”. "Siamo molto preoccupati per la situazione che sta emergendo intorno alle nostre banche in connessione con le restrizioni che sono imposte o stanno per essere imposte sulle persone giuridiche russe e le loro controllate", ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov. “Proteggeremo con tutti i mezzi leciti a disposizione gli interessi delle nostre istituzioni finanziarie", ha continuato il portavoce del presidente russo, che si è detto preoccupato “per la tendenza ad un ulteriore degrado ed all'aumento delle tensioni" in Ucraina.

Secondo Mosca, inoltre, a trarre svantaggio dalla decisione annunciata dal presidente Poroshenko, sarà proprio Kiev. La sussidiaria di Sberbank in Ucraina, fondata nel 2001, occupa, infatti, secondo quanto riferisce la Tass, il settimo posto, in termini di patrimonio, tra le 108 banche che operano nel Paese. "In termini economici, l'Ucraina smette di essere per gli investitori stranieri ed internazionali un posto affidabile e prevedibile dove investire e dove partecipare come soggetti della vita economica", ha osservato il portavoce del Cremlino.

Secondo l’amministratore delegato della Vtb Bank, Andrej Kostin, citato da Ria Novosti, infine, la decisione di imporre sanzioni contro le banche russe non avrebbe soltanto motivazioni politiche, ma anche economiche. "Questo passo è stato compiuto, non da ultimo, allo scopo di garantire che alcuni mutuatari non restituiscano il denaro alle banche russe”, ha dichiarato l’amministratore delegato della Vtb, che è convinto che l’introduzione delle sanzioni spingerà le banche russe ad abbandonare il mercato ucraino.

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