L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 15 marzo 2017

Ungheria la riconferma del capo dello Stato

Ungheria elegge presidente, verso conferma uomo Orban

Malgrado l'opposizione schieri questa volta un candidato comune

13 marzo, 09:24



(ANSA) - BUDAPEST, 13 MAR - Oggi in Ungheria si elegge il presidente: un candidato comune dei partiti democratici di opposizione affronterà il capo di Stato attuale, Janos Ader, candidato per un secondo mandato di cinque anni dal partito Fidesz del premier Viktor Orban. Il capo dello Stato, con diversi poteri (può tra l'altro rimandare le leggi alla Camere senza firmarle in prima battuta quando ritiene vi siano profili di incostituzionalità), è eletto dal Parlamento con una maggioranza di due terzi nel primo turno e maggioranza semplice dal secondo. La rielezione di Ader è assicurata, anche se Fidesz non ha più una maggioranza di due terzi dei seggi. La novità però è che c'è un candidato comune dei cinque piccoli partiti di opposizione, che per la prima volta hanno trovato un accordo in questo senso. Il candidato delle opposizioni è Laszlo Majtenyi, giurista di 66 anni, ex Garante per la protezione dei dati personali ed ex presidente dell'Autorità per le comunicazioni (Ortt), dimessosi dall'ultimo incarico per protesta contro un patto segreto sulla ripartizione delle frequenze radio-tv fra socialisti e Fidesz.

Majtenyi è stato attaccato dalla propaganda governativa di Orban come "agente di George Soros e nemico della nazione", ritiene la sua candidatura un fatto simbolico e intende pronunciare un discorso in Parlamento sulla necessità di ripristinare in Ungheria lo Stato di diritto e rifondare una nuova repubblica democratica al posto dell'autoritarismo attuale di Viktor Orban.

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