L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 luglio 2018

Diego Fusaro - Mattarella quando interviene d'imperio deve sempre difendere gli interessi dell’Italia, quello dei lavoratori e del popolo sovrano

Nave Diciotti, parla Fusaro: “Migranti ormai privilegiati, perché coerenti con mondialismo”


La nave Diciotti della Guardia Costiera italiana ha potuto sbarcare il suo carico di migranti, sessantasette in tutto, raccolti dal mercantile Vos Thalassa che li aveva soccorsi in mare. Il premier Giuseppe Conte ha infatti concesso semaforo verde allo sbarco nel porto di Trapani su richiesta del Presidente della Repubblica Mattarella. Ma resta il grave sospetto che a bordo della Vos Thalassa siano stati commessi reati da parte di alcuni migranti che avrebbero obbligato con la violenza e le minacce, l’equipaggio del mercantile a fare rotta verso le coste italiane invece che in Libia. Il Ministro dell’Interno Salvini per questa ragione aveva deciso di impedire lo sbarco della Diciotti nei porti italiani. A questo punto non c’è il rischio di creare un pericoloso precedente, fino a far passare il messaggio che con la violenza si possa ottenere ciò che non è lecito? Le indagini lo diranno. Intanto Lo Speciale ha parlato con il filosofo Diego Fusaro.


Sembra che la vicenda della nave Diciotti si sia sbloccata grazie all’intervento di Mattarella. Ma così non si rischia di far passare il messaggio che basta essere violenti per averla vinta?

“Credo che il Presidente Mattarella dovrebbe tutelare, sempre e solo, l’interesse nazionale se interviene d’imperio. In questo caso è intervenuto sicuramente d’imperio, e spero che abbia tutelato gli interessi dell’Italia quindi. La mia tesi credo sia chiara a tutti. Ritengo che l’immigrazione cui assistiamo oggi sia in realtà una deportazione di massa tesa a schiavizzare il lavoro e la classe lavoratrice nel suo complesso”.

Salvini ha criticato il fatto che non siano state disposte misure cautelari verso i migranti accusati dei presunti atti di violenza compiuti a bordo della Vos Thalassa. Filosoficamente parlando, in quest’epoca, quanto è reale il rischio che i reati assumano valore diverso a seconda di chi li compie? 

“Certamente, non tutti i reati e non tutte le morti sono considerate uguali. Pensiamo all’operaio italiano che muore a Carrara o a Milano e rischia di ricevere minore attenzione e minore cordoglio rispetto ad altre vittime che comunque vanno ugualmente onorate. Anche l’italiano che muore sul lavoro credo vada rispettato al pari del migrante che annega in mare. Per quanto riguarda i reati è evidente la sensazione che spesso vengano giudicati con pesi diversi sulla base di categorie privilegiate che vengono a soprapporsi alla realtà facendo valere un punto di vista ideologico. Ci sono sicuramente dei privilegiati nell’attuale scenario, non in quanto tali, ma perché coerenti con il progetto mondialista e turbo capitalista in atto”. 

Si è tornato ad evocare lo spettro del fascismo con riferimento all’alto consenso di cui godrebbe in questo momento Salvini. C’è chi fa osservare che anche Mussolini aveva grande popolarità. Così però non si rischia di accreditare il principio secondo cui ad avere ragione è sempre e solo chi porta avanti principi ritenuti giusti a prescindere, indipendentemente dal giudizio del popolo?

“Il fascismo non c’entra nulla, è morto e sepolto nel 1945, ma oggi viene riesumato come risorsa ideologica di addomesticamento dell’opinione pubblica. In questo modo, tutto ciò che non piace all’ordine mondialista dominante è squalificato a prescindere e in quanto tale delegittimato in blocco verso l’opinione pubblica. Si aggiunga poi che il fascismo, che ripeto non esiste più, serve oggi come strumento di strategico consenso per le sinistre, che sono antifasciste in assenza di fascismo e possono così non essere anti-capitaliste in presenza del capitalismo. L’antifascismo giusto e buono negli anni del fascismo reale, diventa così oggi una bieca e vile politica di adattamento al capitalismo mondialista”. 

Da italiano che appello si sente di lanciare al presidente Mattarella?

“Il mio giudizio conta ben poco. Da italiano mi sentirei di suggerirgli come tanti, l’esigenza di difendere gli interessi dell’Italia, quello dei lavoratori e del popolo sovrano. Questo e non altro dovrebbe fare a mio modesto giudizio. E sarebbe già tanto, sarebbe una grande cosa”.

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