L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 17 luglio 2018

Immigrazione di Rimpiazzo - il cerchio si è chiuso, la motivazione per cui la nave è ritornata in Libia è perchè doveva montare la falsa notizia. Pezzenti


La Ong Open Arms torna a sfidarci: due sue navi in rotta verso la Libia

di Lorenza Mariani
domenica 15 luglio 2018 - 12:57

La Ong Open Arms (con le sue navi) continua a sfidare l’Italia e a provocare con dichiarazioni tendenziose. Eppure, solo qualche giorno fa, in un’intervista rilasciata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini al Corriere, il titolare del Viminale aveva ribadito che le «Ong non sono più legittimate. Si è sancito che nessuno deve interferire con il lavoro della Guardia costiera libica. E infatti Malta chiude e l’Italia ha già chiuso i suoi porti. Anzi, abbiamo chiuso per gli attracchi di queste navi anche quando non portano migranti. Le navi straniere finanziate in maniera occulta da potenze straniere in Italia non toccheranno più terra». E inve, le imbarcazioni della Open Arms, incuranti degli avvisi ai naviganti, tornano a far rotta sulla LIbia, pronti a imbarcare e traghettare nuovi migranti verso il Belpaese…

Le navi della Ong Open Arms fanno rotta sulla Libia

Proprio così: è notizia di queste ore che due navi della Ong Open Arms stanno nuovamente facendo rotta verso la Libia. E come riportano in questi istanti i vari siti, dall‘Ansa all’Huffington Post, passando per quello di Rainews, «la nave Open Arms dell’ong spagnola Proactiva Open Arms sta di nuovo dirigendosi verso la Sar libica. È quanto segnalato sul sito Marine Traffic, che monitora le rotte delle navi. L’imbarcazione risulta seguita a breve distanza dallo yacht Astral, della stessa ong». Annuncio a cui si aggiunge, in un post su Facebook pubblicato proprio dall’organizzazione non governativa, pure la stoccata provocatoria finale: «Anche se l’Italia chiude i porti – scrive la ong – non può mettere le porte al mare. Navighiamo verso quel luogo dove non ci sono clandestini o delinquenti, solo vite umane in pericolo. E troppi morti sul fondale».

… E provocano con un post l’Italia…

Ma la risposta del nostro ministro dell’Interno non potrà che continuare a insistere sulla necessità di imporre un deciso stop alla mafia del traffico di esseri umani; e come ribadito solo qualche giorno fa da Salvini, e come attuale anche oggi, a fronte delle nuove scorribande per il Mediterraneo minacciate dalla ong battente bandiera spagnola, «meno persone partono, meno persone muoiono». La nave Open Arms della Ong Proactiva era stata nei giorni scorsi già respinta da Malta con un carico di altri migranti. Adesso ci riprova…

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