L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 20 novembre 2018

Patuelli con le sue affermazioni pubbliche alimenta la speculazione sui tassi d'interessi dei titoli di stato italiani, quindi lavora fattivamente contro gli Interessi Nazionali. C'è una guerra in atto con l'Euroimbecillità e le sue affermazioni danno sostegno agli euroimbecilli. Il suo ruolo non gli dovrebbe permettere uscite così infelici e partigiane

Patuelli, uscita da euro è pazzia

Immaginate tassi della lira sul debito pubblico

© ANSA
Redazione ANSARAVENNA
19 novembre 201815:47NEWS

"L'uscita dall'euro sarebbe una pazzia e comporterebbe un effetto devastante sul debito pubblico, immaginate i tassi al tempo della lira sul debito, attuale e prospettico". Lo afferma il presidente dell'Abi Antonio Patuelli durante un seminario a Ravenna che sottolinea infatti come sia un segno di maturazione nel paese e nel dibattito politico "che nessuno ne parli più". Il presidente dell'Abi ha sottolineato come "l'euro abbia mitigato le conseguenze di un debito pubblico che, eccettuati alcuni momenti, è sempre cresciuto". Patuelli ha inoltre ribadito la necessità dell'Italia di appartenenza all'Unione Europea: "siamo un paese strutturalmente povero che vive di export e di turismo e abbiamo grandissimo interesse a non avere barriere". Certo, rileva, "l'Unione deve affrontare una fase ri-costituente e non un disfacimento" e questo momento potrebbe arrivare "dalle prossime elezioni di primavera 2019".

CARO SPREAD IMPATTA SU PRESTITI Uno spread Btp Bund a "300 punti non è coerente con i fondamentali dell'economia" e occorre ridurlo altrimenti "si avrà un impatto sul patrimonio delle banche, un aumento del costo della raccolta e quindi dei finanziamenti a famiglie e imprese oltre a una loro riduzione" che fino a ora non si è "ancora verificata" grazie anche alle misure Bce. E' quanto afferma l'Abi in un seminario secondo cui ogni 100 punti di spread si erodono, in media, 35 punti base del patrimonio delle banche.

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