L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 10 dicembre 2018

E' guerra vera all'Euroimbecillità tedesca e agli euroimbecilli alla Oettinger che non fanno i commissari ma nelle loro vesti istituzionali tifano per la deflazione e distruzione del tessuto industriale italiano che la Germania fa senza nessuno scrupolo, alla faccia della pace europea solo per il suo tornaconto. A maggio 2019 ci sarà un triste risveglio per questi figuri, il voto franco-italiano li spazzerà via come fuscelli


Oettinger getta la maschera
La Germania vuole dominare l’Ue

DIC 9, 2018

Guenther Oettinger, commissario dell’Unione europea per il Bilancio, invoca Angela Merkel per blindare l’Europa del prossimo futuro, che deve essere di nuovo a trazione tedesca. E che deve mantenere, proprio per questo motivo, dei tedeschi nelle posizioni apicali: specialmente in vita di elezioni europee che possono destabilizzare l’intero sistema politica continentale. Il Partito popolare europeo sembra doversi confermare partito di maggioranza: ma il vento sovranista (e in particolare contrario all’attuale establishment tedesco), rischia di sgretolare alcune certezze.

Certezze che però da Berlino (ma non solo) vogliono mantenere tali. E per questo motivo, secondo il commissario europeo in questo momento è richiesta “tutta l’autorità della cancelliera Angela Merkel”. Intervistato dal Tagesspiegel, Oettinger ha parlato molto chiaramente delle sue previsione sull’Europa, aggiungendo che vede per la Merkel un “ruolo cruciale” nel tempo rimanente del suo mandato come Cancelliera. Per decidere le sorti della Germania? No. Ma per decidere quelle di tutta Europa.

“Per quello che concerne le decisioni che andranno prese a Bruxelles dovrà far valere tutta la sua influenza”, ha detto Oettinger, che, oltre a essere un commissario europeo, è soprattutto un esponente di peso della Cdu e che, proprio per questo motivo, ha partecipato al congresso che ha eletto Annegret Kramp-Karrenbauer alla guida dei democratico-cristiani. Il desiderio del commissario al Bilancio è che la cancelliera “si posizioni con forza sul piano europeo”.

Che tradotto, significa che Angela Merkel deve fare di tutto per riuscire a blindare l’Europa germano-centrica costruita in questi anni di regno a guida della Cdu (maggiore partito del Ppe) e e della Germania. E sotto questo profilo, Oettinger non ha usato giri di parole: “La priorità adesso è posizionare un tedesco alla guida della Commissione europea”, ha spiegato il commissario al Bilancio dell’Unione europea. E il riferimento è allo Spitzenkandidat del Partito popolare europeo, Manfred Weber, vicesegretario della Csu, partito “fratello” della Cdu, e considerato il vero asso nella manica di Merkel per la prossima Commissione europea.

Un ruolo di fondamentale importanza, tanto che per il commissario europeo, avere Weber a capo di Bruxelles è una vera e propria priorità. Una priorità, ha aggiunto Oettinger, ancora più impellente rispetto a quella della nomina del nuovo numero uno della Banca centrale europea, tra i cui candidati spicca l’attuale presidente della Bundesbank, Jens Weidmann.

Insomma: la Germania vuole continuare a comandare. Anche una volta finito il mandato di Frau Merkel alla guida dell’Europa. Ma se questo concetto può non piacere, quanto essere legittimo, visto che nessuna potenza vuole cedere la propria leadership, non è altrettanto lecito che sia un commissario europeo a dire che vorrebbe un tedesco alla guida dell’organo esecutivo dell’Unione europea. Perché la Germania può anche avere il desiderio di controllare la politica europea – e lo sta facendo attraverso tutta una serie di nomine apposite negli uffici della burocrazia dell’Ue. Ma ad avere questo desiderio non può essere un commissario europeo che, per il suo ruolo, deve rappresentare non gli interessi del suo Paese, ma quelli dell’Unione europea.

Oettinger ha non solo palesato quello che tutti sospettano da anni, e cioè che la Germania di fatto controlli l’Unione europea. Oettinger ha soprattutto certificato che in questo momento vuole che l’Europa sia guidata dalla Germania. E ha invocato fra l’altro il peso di Angela Merkel, quindi un leader di un Paese membro, per imporre future nomine nei vertici dell’Unione europea. Una scelta a dir poco opinabile ma che dimostra, ancora una volta, che l’Europa altro non è che una struttura che rischia di collassare più per i propri errori che per i propri avversari.

Come può apparire imparziale un commissario europeo quando indica chiaramente che vuole un suo concittadino alla guida dell’Unione? E soprattutto, come può dire di non aver fatto gli esclusivi interessi del suo Paese durante il suo mandato come commissario al Bilancio? A questo punto, anche le accuse nei confronti della manovra economica del governo italiano diventano molto più sospette. Siamo sicuri che si tratti solo di numeri e non di politica?

http://www.occhidellaguerra.it/oettinger-germania-merkel-europa/

Nessun commento:

Posta un commento