L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 dicembre 2018

Gli Ncc mangiano a quattro ganasce si ingrassano sempre di più per questo non vogliono regole


GIOVEDÌ 20 DICEMBRE 2018 11:47:24


“La responsabilità della ridicola e grave situazione nella quale si vengono a trovare 80mila imprese che danno lavoro a circa 200mila persone è attribuibile oggi ai precedenti governi”. A dirlo è il vicepresidente di Confcommercio e di Conftrasporto Paolo Uggè, che precisa: “Oggi tuttavia il Governo ha la possibilità di concretizzare l’impegno, assicurato ai cittadini, di promuovere il ‘cambiamento’. Con una breve proroga (3/4 mesi), l’attuale governo può dimostrare di voler effettivamente, e in modo concreto, occuparsi dei problemi della gente che lavora”.

Il settore Ncc sta protestando da diversi giorni a Roma contro l’approvazione di un provvedimento che entrerebbe in vigore dal prossimo 1 gennaio obbligando i noleggiatori a tornare nella rimessa di appartenenza al termine del servizio: la battaglia proprio su questo punto si è scatenata, poiché la rimessa deve risultare nel Comune che ha rilasciato la licenza, che spesso è a centinaia di chilometri di distanza da Roma.

“La norma del 29/1 quater è demenziale – aggiunge Uggè - Se attuata, rischia di mettere sul lastrico una intera categoria. La soluzione esiste e Conftrasporto è disponibile, se richiesto, a intervenire per favorire una soluzione che non possa creare condizioni di vantaggio per alcuni e un danno per altri. Se il Governo penalizzasse chi paga le tasse favorendo coloro che, unici in Europa come i taxisti, non sono assoggettati all’obbligo di rilasciare lo scontrino fiscale per le prestazioni effettuate, si esporrebbe a inevitabili e comprensibili critiche. Figli e figliastri? Non ritengo che il Governo voglia incorrere in questa grave ingiustizia”.

Di qui l’ipotesi formulata da Uggè in pochi punti precisi: una breve proroga che produca un’intesa accettabile con la regionalizzazione del rilascio delle licenze, in base a precisi algoritmi; l’identificazione di una soluzione razionale delle autorizzazioni in circolazione e già assegnate; l’obbligo di poter sostare in attesa di un cliente solo se il noleggiatore dimostri una prenotazione effettuata alcune ore prima attraverso strumenti informatici. “I dettagli tecnici - dice il vicepresidente di Conftrasporto - dovrebbero essere definiti entro il periodo di proroga”.

Conftrasporto ritiene l’ipotesi avanzata sempre migliorabile, ma potrebbe divenire un punto di equilibrio nel settore. “Su questa proposta si potrebbe costruire l’intesa tra le parti in causa, evitando di gettare sul lastrico piccoli imprenditori o di favorire l’esplosione di forme di abusivismo, come già sta avvenendo con alcune piattaforme informatiche che non hanno sede in Italia. Si potrebbe, infine, smettere di consentire a una precisa categoria di operatori di non dover dichiarare, con documentazione inoppugnabile, i corrispettivi incassati nella giornata”.

Protesta Ncc: Uggè (Conftrasporto) chiede al Governo una breve proroga GIOVEDÌ 20 DICEMBRE 2018 11:47:24 “La responsabilità della ridicola e grave situazione nella quale si vengono a trovare 80mila imprese che danno lavoro a circa 200mila persone è attribuibile oggi ai precedenti governi”. A dirlo è il vicepresidente di Confcommercio e di Conftrasporto Paolo Uggè, che precisa: “Oggi tuttavia il Governo ha la possibilità di concretizzare l’impegno, assicurato ai cittadini, di promuovere il ‘cambiamento’. Con una breve proroga (3/4 mesi), l’attuale governo può dimostrare di voler effettivamente, e in modo concreto, occuparsi dei problemi della gente che lavora”. Il settore Ncc sta protestando da diversi giorni a Roma contro l’approvazione di un provvedimento che entrerebbe in vigore dal prossimo 1 gennaio obbligando i noleggiatori a tornare nella rimessa di appartenenza al termine del servizio: la battaglia proprio su questo punto si è scatenata, poiché la rimessa deve risultare nel Comune che ha rilasciato la licenza, che spesso è a centinaia di chilometri di distanza da Roma. “La norma del 29/1 quater è demenziale – aggiunge Uggè - Se attuata, rischia di mettere sul lastrico una intera categoria. La soluzione esiste e Conftrasporto è disponibile, se richiesto, a intervenire per favorire una soluzione che non possa creare condizioni di vantaggio per alcuni e un danno per altri. Se il Governo penalizzasse chi paga le tasse favorendo coloro che, unici in Europa come i taxisti, non sono assoggettati all’obbligo di rilasciare lo scontrino fiscale per le prestazioni effettuate, si esporrebbe a inevitabili e comprensibili critiche. Figli e figliastri? Non ritengo che il Governo voglia incorrere in questa grave ingiustizia”. Di qui l’ipotesi formulata da Uggè in pochi punti precisi: una breve proroga che produca un’intesa accettabile con la regionalizzazione del rilascio delle licenze, in base a precisi algoritmi; l’identificazione di una soluzione razionale delle autorizzazioni in circolazione e già assegnate; l’obbligo di poter sostare in attesa di un cliente solo se il noleggiatore dimostri una prenotazione effettuata alcune ore prima attraverso strumenti informatici. “I dettagli tecnici - dice il vicepresidente di Conftrasporto - dovrebbero essere definiti entro il periodo di proroga”. Conftrasporto ritiene l’ipotesi avanzata sempre migliorabile, ma potrebbe divenire un punto di equilibrio nel settore. “Su questa proposta si potrebbe costruire l’intesa tra le parti in causa, evitando di gettare sul lastrico piccoli imprenditori o di favorire l’esplosione di forme di abusivismo, come già sta avvenendo con alcune piattaforme informatiche che non hanno sede in Italia. Si potrebbe, infine, smettere di consentire a una precisa categoria di operatori di non dover dichiarare, con documentazione inoppugnabile, i corrispettivi incassati nella giornata”.

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