L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 28 dicembre 2018

La sharia entra come nel burro nei meandri delle menti malate del Partito dei Giudici dell'Euroimbecillità

La Corte europea approva la sharia: “Basta che sia volontaria”
-27 dicembre 2018

Atene, 27 dic – La Corte europea dei diritti umani è riuscita a partorire una sentenza pastrocchio, a pensar bene, che di fatto apre la strada all’applicazione della sharia. La Corte si è infatti pronunciata con una sentenza definitiva in cui ha condannato la Grecia per aver imposto l’applicazione della sharia in una disputa ereditaria contro la volontà di un defunto che aveva redatto un testamento in base al codice civile greco. L’uomo aveva espressamente manifestato, quindi, la volontà di non rimettersi a quanto previsto dalla legge islamica. Il defunto, appartenente alla comunità musulmana, aveva designato la moglie come unica ereditiera in un testamento redatto davanti a un notaio secondo quanto previsto dalla legge greca. Paradossalmente i tribunali greci avevano stabilito che, essendo l’uomo islamico, il testamento non poteva valere e la questione doveva essere regolata da un muftì in base alla sharia.

I meno attenti, più o meno tutta la stampa europea tranne Le Figaro, hanno così sottolineato la condanna della Corte senza però notare un particolare affatto trascurabile, anzi. In pratica la sentenza sostiene che, a patto che sia volontaria, la sharia in Europa è ammessa. Nella fattispecie contestata dalla Corte, l’uomo aveva espresso la volontà di non rimettersi ai dettami della legge islamica. Se avesse però dichiarato il contrario, sempre secondo la Corte, di fatto non ci sarebbe stato alcun problema ad applicarla.

Si tratta quindi di una sentenza grave e piuttosto preoccupante per le conseguenze che potrebbe scatenare. Perché, in soldoni, la Corte pone sullo stesso piano legge islamica e legge di uno stato sovrano membro dell’Unione Europea, declassando quest’ultima a una delle tante leggi possibili. Tutto dipende in pratica dalla volontà del singolo appartenente a una comunità religiosa. Ma a questo punto, si può facilmente desumere, appartenente a una qualsivoglia comunità.

Eugenio Palazzini

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