L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 dicembre 2018

Mike Pompeo ha perso l'occasione di stare zitto - “…le dichiarazioni del diplomatico americano sono insignificanti considerando che con le spese militari degli Stati Uniti si potrebbe sfamare l’intero continente africano.”

La missione dei bombardieri strategici russi Tu-160 in Venezuela

16 dicembre 2018 


Come anticipato sul nostro canale Telegram, lo scorso 10 dicembre due bombardieri strategici Tupolev Tu-160 (matricole RF-94108 intitolato a «Vladimir Sudets» e RF-94100 intitolato a «Nikolaj Kuznetsov») preceduti da un aereo da trasporto militare pesante An-124 e un aereo a lungo raggio Ilyushin Il-62, hanno effettuato un volo dalla Russia fino alla base di Maiquetià nella Repubblica Bolivariana del Venezuela.


Ad accogliere lo staff militare russo il Ministro della Difesa del Venezuela il generale Vladimir Padrino Lopez, rappresentanti dell’ambasciata russa in Venezuela e plotoni di vari corpi militari del paese latinoamericano.

Il tragitto di oltre 10.000 chilometri ha visto i 4 aerei russi attraversare i mari di Barents, della Norvegia, l’Oceano Atlantico e il mar dei Caraibi a quote medie di circa 10-11.000 metri di quota, ma sempre nel rispetto delle regole per l’uso dello spazio aereo internazionale come ampiamente ribadito dai comunicati ufficiali del Ministero della Difesa russa; in alcune fasi del percorso infatti, i Tu-160 sono stati accompagnati da caccia F-16 della Norvegian Air Force, mentre alle ore 11 di Mosca i caccia britannici della RAF accompagnati dagli aerei cisterna hanno effettuato la stessa missione volando dalla base aerea di Lossiemouth in Scozia, anche se i due bombardieri si trovavano in una zona neutrale sopra l’Atlantico.


A tal proposito il comandante dell’Aeronautica a lungo raggio il Tenente Generale Sergey Kobylash, ha riferito in videoconferenza al comandante in capo delle forze aerospaziali russe (VKS) il Colonnello Generale Sergei Surovikin, un rapporto completo ed esaustivo sulle prestazioni dei Tu-160 e dei dati connessi alla missione in questione.

In occasione dell’arrivo dei velivoli russi l’ambasciatore russo in Venezuela Vladimir Zaemsky ha affermato alla tv di Stato venezuelana che la cooperazione tecnico-militare tra i due paesi si è sviluppata proficuamente negli ultimi tempi e che si stanno ultimando i preparativi per l’incontro della commissione intergovernativa russo-venezuelana durante la quale verranno discussi nuovi progetti comuni in numerosi campi.

Ricordiamo infatti che Mosca è il primo fornitore di armamenti delle Forze Armate di Caracas senza contare il corposo investimento di Rosneft verso la compagnia petrolifera nazionale venezuelana PDVSA.


Nei giorni di permanenza in Venezuela dei due Tu-160 sono stati effettuati dei voli di addestramento congiunti con mezzi aerei dell’Aeronautica Militare locale Su-30МК2V e F-16A, incluso lo schieramento sulla base aerea dell’isola di La Orchila che avrebbe allarmato in una dichiarazione ufficiale Franz Klintsevich, membro della Commissione Difesa del Senato per il possibile uso della base aerea verso il territorio statunitense (distante però non meno di 2000 chilonetri dalla Florida) e dei vertici militari colombiani irritati dalla presenza dei bombardieri russi in zona.

Nel clima di polemiche e scontri verbali inoltre, il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha definito la missione a lungo raggio dei quattro velivoli russi – “un’inutile spreco di fondi pubblici mentre i popoli dei due paesi continuano a soffrire.”

Piccata la risposta del Cremlino secondo cui – “…le dichiarazioni del diplomatico americano sono insignificanti considerando che con le spese militari degli Stati Uniti si potrebbe sfamare l’intero continente africano.”


Ma le polemiche sono proseguite con le dichiarazioni rese anche dall’ambasciatore statunitense in Colombia secondo cui “i bombardieri Tu-160 non sarebbero da considerate una minaccia perché obsoleti”; a cui a sua volta ha risposto per le rime il portavoce del ministero della difesa russo, il generale Igor Konashenkov, che ha definito “dilettantistica” la dichiarazione dell’ambasciatore affermando che i bombardieri Tu-160, per le loro caratteristiche, non hanno analoghi negli Stati Uniti e nei paesi dell’intera NATO.

Secondo i funzionari russi degno di nota è l’atterraggio dei due Tu-160 nella base aerea di Managua in Nicaragua; mentre nessuna sosta dei due velivoli è prevista a Cuba. Nella giornata di ieri infine i due Tu-160, operando un volo di ritorno di circa 12.000 chilometri effettuando operazioni di rifornimento in volo sono rientrati in Russia accolti da una delegazione militare ufficiale.

Si tratta della terza missione dei Tu-160 russi in Venezuela dopo quella del settembre del 2008 e quella di fine ottobre-inizi novembre del 2013 (argomento quest’ultimo trattato a suo tempo da Analisi Difesa).

Foto TASS, Telegram e Aurorasito

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