L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 24 dicembre 2018

Roma - la circoncisione è una prassi medica che viene fatta abitualmente in Italia, non in strutture pubbliche ne convenzionate ma fatte a casa da medici non autorizzati. Costo 500-600 euro.

VICINO ROMA

Monterotondo, circoncisione in casa: muore a 2 anni, finto medico in cella
È accaduto alle porte di Roma, la pratica era stata eseguita in casa da un sedicente medico libico, mentre la famiglia dei bambini è nigeriana. La procura di Tivoli ha aperto un fascicolo per omicidio e lesioni gravissime. Il fratellino migliora

La sede della Procura di Tivoli

Per i suoi bambini aveva fatto l’albero di Natale. Lo aveva addobbato nella loro camera nell’appartamento al terzo piano di una palazzina nel centro di Monterotondo.

L’inizio di una nuova vita, finalmente integrata, in un progetto di accoglienza per richiedenti asilo, per una mamma nigeriana di 35 anni, Rosemary, e i due gemellini, David e Daniel, nati a Latina all’inizio del 2017. Ma già da qualche mese la madre — che in patria ha altri 5 figli — aveva anche manifestato l’intenzione di rispettare le tradizioni del suo Paese e farli sottoporre alla circoncisione rituale. Più per motivi igienici che religiosi: in Nigeria è una pratica seguita da chi è musulmano, mentre la 35enne è cattolica. Non si è però rivolta a un ospedale o a una struttura specializzata. Ha scelto un americano di origine libica che abita sempre a Monterotondo, in via Salaria. Un medico abusivo, senza laurea, E.F., 66 anni, che ieri sera è stato arrestato dalla polizia per omicidio preterintenzionale, esercizio abusivo della professione e lesioni gravissime: il piccolo David è infatti morto nella notte di sabato per dissanguamento, il fratellino è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli. Per lui, per fortuna, ci sono speranze. Ora il sospetto è che lo «studio» scoperto nell’abitazione del finto specialista fosse in realtà un punto di riferimento per immigrati e persone in difficoltà economiche.

Gli investigatori della Squadra mobile, coordinati dal procuratore capo di Tivoli Francesco Menditto, vogliono ricostruire non solo la dinamica dell’intervento chirurgico per l’asportazione del prepuzio, ma anche l’attività clandestina svolta dal 66enne, interrogato ieri per ore prima di essere condotto a Rebibbia.

Sentita anche la madre che all’alba di sabato ha dato l’allarme con le due donne, una somala e un’eritrea, che vivono con lei e altri bambini nell’appartamento del progetto Aida Sprar dell’Arci di Roma e gestito dal comune di Monterotondo. «L’abbiamo sentita gridare — raccontano i vicini — poi sono arrivate due ambulanze». Una donna attentissima ai bambini, che li ha vaccinati e accompagnati all’asilo ogni giorno, hanno spiegato i responsabili dello Sprar.

Una persona ipersensibile, in Nigeria già operatrice per una ong, ora studentessa d’italiano a Roma, vista spesso per il quartiere con uno dei bimbi sulle spalle, imbragato con la fascia porta bebè africana. A Monterotondo sono arrivati il 15 novembre scorso dal Centro di accoglienza straordinario (Cas) di Rieti. Lì sembra che la 35enne avesse chiesto a una pediatra informazioni sulla circoncisione. «Qui non è possibile», avrebbe chiuso il discorso la specialista. Ma la madre ha continuato a pensarci.

23 dicembre 2018 | 13:04

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