L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 11 dicembre 2018

Salvini ci mette l'impegno per andare a sbattere contro il NoTav, evidentemente gli industrialotti che scambiano un buco in una montagna per sviluppo se lo sono comprati. Il grande politico non ha capito che si tratta di una guerra ideologica

Tav, Salvini apre a referendum: "Voterei Sì". Ma il M5s: "Opera da bloccare"

Matteo Salvini lancia la proposta di un referendum sulla Tav. Il ministro degli Interni apre dunque ad una consultazione sulla realizzazione della Torino-Lione

Luca Romano - Lun, 10/12/2018 - 18:43

Matteo Salvini lancia la proposta di un referendum sulla Tav.



Il ministro degli Interni apre dunque ad una consultazione sulla realizzazione della Torino-Lione. Il titolare del Viminale ha fatto sapere che tiferebbe per il "Sì". Il referendum potrebbe scattare nel caso in cui dalla comissione costi-benefici sulla Tav non arrivassero risposte chiare. Intervenendo ad un incontro organizzato da Confindustria Lombardia, il ministro ha affermato: "Aspettiamo il rapporto costi-benefici ma - visto che riguarda soprattutto torinesi, piemontesi e gran parte della penisola italiana - se non si arrivasse a una decisione, chiedere ai cittadini cosa ne pensano, penso che possa essere una strada".

E sulle modalità di rimettere al centro del dibattito sulla grande opera la volontà popolare, Salvini è stato chiaro: l'idea è quella di un referendum. Secondo il vicepremier"l’unica cosa che non può succedere è che si vada avanti ancora per settimane o per mesi a discutere. Quindi sulla Tav serve una risposta nelle prossime settimane: i cantieri si aprono o non si aprono. L’importante è avere dei sì o nei no, io - ribadisce il titolare del Viminale - tifo sì. Se i tecnici ci dicessero no o forse, bisogna ascoltare i cittadini". Insomma la partita della Tav resta aperta e il parere dei tecnici di fatto potrebbe essere determinante per scegliere la strada della realizzazione diretta dell'opera o quella di una consultazione referendaria. E alle parole di Salvini ha risposto Lugi Di Maio a Quarta Repubblica, il talk show di Rete 4 condotto da Nicola Porro: "Non stiamo parlando della Tav in generale, ma della Torino-Lione. Oggi si parla di un referendum, non è un ministro a chiedere un referendum, ma i cittadini devono richiedere. È la legge, come statuti regionali e comunali, che li prevedono". Infine il ministro ha aggiunto: "Al ministero stiamo facendo lo studio costi benefici che non durerà in eterno - ha proseguito - faremo dire ai tecnici se questa opera è valida o è stata fatta per spartirsi mazzette. C’è il tema di una comunità che chiede il referendum e chi siamo noi per impedirlo? Ha concluso".

"Ci stupiscono le proposte dei leghisti su un possibile referendum sulla questione Tav". Non si è fatta attendere la risposta del Movimento 5 Stelle di Palazzo Civico che con la capogruppo Valentina Sganga ha replicato a muso duro: "Evidentemente il ministro Salvini, che non si capisce neanche più che ruolo abbia, se di ministro degli Interni o dei Trasporti, ha già appurato che i risultati dell'analisi costi-benefici danno ragione alle migliaia di persone scese in piazza sabato scorso e cerca un escamotage, come la proposta di un referendum con 20 anni di ritardo". Quindi la stoccata dei pentastellati della Sala Rossa: "Faccia i conti con la realtà: il Tav va fermato a prescindere dalle promesse avanzate tra un caffè e l'altro".

http://www.ilgiornale.it/news/politica/tav-salvini-apre-referendum-bisogna-ascoltare-voterei-s-1614372.html

Nessun commento:

Posta un commento