L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 9 gennaio 2019

La sferzata del senatore al governo che inchioda le responsabilità di quel covo di euroimbecilli situati al caldo in Banca d'Italia

Carige, Paragone sul piede di guerra. “Vogliamo essere come i Gilet Gialli? Allora cominciamo a farlo! Nessuno nel Governo del cambiamento sta chiedendo a Bankitalia di rendere conto delle sue responsabilità”


8 gennaio 2019 dalla RedazionePolitica

“Vogliamo essere come i Gilet Gialli? Allora cominciamo a farlo! Sono incazzato! Dobbiamo dimostrare di essere forti, di essere il Governo del cambiamento e di essere vicini alla gente!”. E’ quanto ha detto, anche riferendosi al provvedimento di Palazzo Chigi per salvare Banca Carige, il senatore del M5S, Gianluigi Paragone.

“Questo caso di Carige – ha aggiunto l’esponente pentastellato – non può finire come tutti i casi trattati dai governi precedenti, con una soluzione abbastanza simile. E’ mai possibile che nessuno nel governo del cambiamento stia chiedendo a Bankitalia di rendere conto delle sue responsabilità? Vogliamo farla questa benedetta commissione d’inchiesta? Sarà realmente operativa? Sono incazzato, sono un gilet giallo, non volevamo esserlo?”.

“Abbiamo deciso che il 560 non si tocca (l’articolo del codice di procedura civile, ndr) scritto da Renzi e dalla Boschi sotto dettatura delle banche, non può essere smantellato? Allora facciamo delle case popolari, qualcosa che consenta agli sfrattati, alla gente a cui viene tolta la casa pignorata dalle banche, di avere un riparo immediatamente. Diamo ai piccoli imprenditori delle risposte. Io voglio essere questa cosa qua”.

“Sono contento della lettera e dell’abbraccio ai gilet gialli – ha aggiunto il senatore del M5S -, ma perché voglio essere esattamente un gilet giallo. Noi siamo già gilet gialli prima che lo fossero loro, siamo il governo del cambiamento, siamo un passo avanti perché possiamo fare qualcosa”.

http://www.lanotiziagiornale.it/carige-paragone-sul-piede-di-guerra-vogliamo-essere-come-i-gilet-gialli-allora-cominciamo/

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