L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 gennaio 2019

Sono i debiti gemelli a far tremare la Fed che sta attuando una strategia suicida pensando di gestirla quando arriverà al culmine, ci siamo quasi e già ci sono segnali di arretramento. Il contrasto tra paure diventa e dipende dai rapporti di forza che si instaureranno

Fed teme debito Usa, bomba da $21,9 mila miliardi

11 gennaio 2019, di Mariangela Tessa

Il presidente della Fed, Jerome Powell, manda segnali rassicuranti al mercato sullo stato della crescita Usa, definita “solida”, ma si dice “molto preoccupato” del crescente debito pubblico americano.

I commenti del numero uno della banca centrale arrivano mentre il deficit annuale degli Stati Uniti ha superato la cifra di mille miliardi di dollari. Nel frattempo, il debito totale degli Stati Uniti è di circa 21,9 mila miliardi di dollari, di cui 16 mila miliardi di dollari rientrano nel pubblico In parte a causa dei continui aumenti dei tassi sotto Powell, il costo degli interessi su quel debito potrebbe iniziare a diventare un onere sempre più grande.

“Abbiamo la capacità di essere pazienti” e vedere gli sviluppi dell’economia. La Fed può “aspettare, vedere ed essere paziente e flessibile” sui tassi di interesse, ha detto intervenendo all’Economic Club di Washington e, confermando di fatto, quanto già emerso dai verbali della banca centrale americana.

Il governatore ha spiegato che non c’è un “piano stabilito” per l’aumento dei tassi d’interesse e che l’istituto centrale “monitora l’evoluzione dell’economia”.

A ciò si aggiunge il fatto che Powell abbia anticipato che il bilancio della Fed sarà “molto più piccolo” rispetto al livello a cui si trova ora (fu gonfiato a 4.500 miliardi di dollari negli anni della crisi da tre round di programmi di acquisto di Treasury e bond ipotecari). Come se non bastasse, il governo federale resta parzialmente paralizzato. Nel ventesimo giorno di shutdown, Powell ha detto che se sarà lungo i suoi effetti negativi potrebbero iniziare a farsi sentire.

Il successore di Janet Yellen, più volte attaccato dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per i rialzi dei tassi d’interesse, ha detto di non essere “preoccupato per le critiche”. La banca centrale statunitense – ha detto – “non tiene in considerazione fattori di tipo politico nelle sue discussioni o decisioni”.

Nessun commento:

Posta un commento