L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 15 febbraio 2019

Banca Etruria - di notte come ladri in pochi minuti hanno rapinato i risparmiatori. La mano dello zombi Renzi, Consob e Banca d'Italia che non sapevano, la catena di comando delle banche che coscientemente rubava la fiducia ai clienti, gli euroimbecilli a Bruxelles silenti

"La ferita Etruria sanguina ancora: la fine della banca fu un tragico errore. E' ora di chiedere scusa"

Le parole di Fabio Faltoni, sindacalista Fabi 

Redazione
14 febbraio 2019 12:57

"Con molti lavoratori a giudizio per la vendita delle obbligazioni subordinate e con i processi in corso agli ex vertici della banca, anche dopo l’uscita dei libri dell’ex ministro Padoan e del Governatore della Banca d’Italia Visco, fa ancora specie vedere il rimpallo delle responsabilità fra le varie istituzioni all’epoca coinvolte (Governo, Consob, Banca d’Italia, Autorità europee) per la risoluzione - nel novembre 2015 - di BancaEtruria, Banca Marche, CRChieti e CrFerrara. Un rimpallo che notammo sconcertati anche durante i lavori della Commissione Parlamentare sulle banche della scorsa legislatura, in attesa della nuova Commissione già annunciata". Attacca così Fabio Faltoni, dipendente bancario Ubi ex Etruria e sindacalista Fabi.

Un decreto - possiamo dire un unicum normativo? - che, come sappiamo bene, venne approvato in pochi minuti una domenica sera e che produsse, pur non coinvolgendo grosse banche, gravissimi effetti in tutto il settore bancario e anche nel Paese, senza parlare dei danni agli obbligazionisti e azionisti (più di sessantamila nell’Etruria), ai lavoratori, ai territori di riferimento e ai clienti.

A proposito dei territori, a distanza di tre anni e mezzo possiamo benissimo parlare di una ferita che ancora sanguina, nonostante l’impegno e le note capacità dei dipendenti oggi del Gruppo UBI, dipendenti che – oggi, ieri e domani – ci mettono tutti i giorni la faccia e la propria dignità.

Il rimpallo delle responsabilità fra i rappresentanti dei vertici istituzionali coinvolti, fa pensare che più o meno tutti abbiano capito che le modalità e i tempi scelti per far uscire la banca di Arezzo dalla crisi sono stati tragicamente sbagliati. E allora, anche se non pretendiamo che venga seguito il rito pubblico a favore di telecamere “alla giapponese”, non sarebbe male se tutti i “portatori di interesse” della vecchia BancaEtruria, dai clienti ai dipendenti ai territori - ricevessero pubbliche e ufficiali scuse.

A grande potere, e stipendio, deve corrispondere grande responsabilità, nella buona come nella cattiva sorte.

Restiamo in fiduciosa attesa. “


Nessun commento:

Posta un commento