L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 1 febbraio 2019

E' guerra vera, non ci sono più margini per le mediazioni, la magistratura costruisce e il Partito dei Giudici demolisce, depista, intralcia annulla elimina le indagini

Le mani dei Mancuso sul narcotraffico, scarcerati otto fermati. Il gip: “Non ci sono gravi indizi”

31 Gennaio 2019

Scricchiola l’inchiesta “Ossessione”. Il gip di Milano libera 6 indagati su 7 mentre quelli di Vibo e Monza ne scarcerano altri due. Tra questi c’è anche il pluripregiudicato Pino Campisi


Sei su sette dei fermati a Milano nell’ambito dell’indagine ‘Ossessione’ coordinata dal Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e dal pm Annamaria Frustaci sono stati scarcerati dal gip del capoluogo lombardo Ilaria De Magistris. In tutto il 28 gennaio erano state fermate 25 persone ritenute dagli inquirenti vicine alla cosca dei Mancuso di Limbadi con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti aggravata dalla modalità mafiosa e dalla detenzione di armi.
Giuseppe Campisi

Scarcerati. Nell’ordinanza in cui convalida il fermo solo per uno degli indagati, il gip De Magistris spiega che mancano i gravi indizi a carico degli indagati e non sussiste il pericolo di fuga. Quanto al primo aspetto, il giudice ritiene che non ci siano “gravi indizi idonei ad affermare l’inserimento in una struttura associativa stabile nè per ritenere che sussista tra loro o una parte di essi un vincolo sociale, teso alla realizzazione di un numero indeterminato di illeciti”. Le rispettive condotte, prosegue il magistrato, “non appaiono espressione di effettiva ripartizione di compiti fra associati in relazione a un programmato assetto criminoso da realizzare e non si inseriscono in una stabile struttura comune che si proietti oltre i singoli episodi”. Quanto al pericolo di fuga, “non emergono dagli atti (nè sono stati eliminati nel decreto di fermo) elementi e circostanze, specifici e concreti, attinenti a ciascun fermato idonei a definire la possibilità che questi, se non si fosse intervenuti, avrebbero fatto perdere le proprie tracce”. Tra gli scarcerati figurano due vibonesi domiciliati a Milano: Giuseppe Campisi, 49 anni di Nicotera, ritenuto dagli inquirenti esponente in Lombardia della famiglia di Limbadi; e Gennaro Papaianni, 42 anni, di Vibo. L’unico fermo convalidato è quello di Giorgio Mariani.


Gli altri provvedimenti. Ritornano in libertà anche Maria Antonia Limardo, 54 anni, originaria di Briatico (moglie di uno dei principali indagati, Giuseppe Costantino) e Damiano Aquilano, 35 anni di Tropea. Sul decreto di fermo scaturito dall’operazione denominata “Ossessione” si sono infatti pronunciati anche i gip di Vibo Valentia e Monza. Restano in carcere Antonio Narciso, 58 anni, di Vibo Valentia, Gaetano Muscia, 55 anni, di Tropea, Francesco Mancuso, 30 anni, di Preitoni di Nicotera, Giovanni Stilo, 70 anni, di Nicotera, Elisabeta Kotja, 40 anni, albanese (fidanzata di Fabio Costantino, un altro dei principali indagati che si trova già in carcere da tempo). Per alcuni degli indagati i gip non hanno ravvisato la gravità indiziaria in ordine al reato associativo. Gli atti del procedimento penale dopo la pronuncia sul fermo sono stati restituiti al pm della Dda di Catanzaro, Annamaria Frustaci, affinché ripresenti le richieste al gip distrettuale catanzarese, competente per territorio e funzioni.

Nessun commento:

Posta un commento