L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 26 febbraio 2019

L'Euroimbecille Tria non sa che anche che la Commissione delle Politiche dell'Unione Europea ha bocciato il Tav

LO SCONTRO
Tav, Tria: "Nessuno investe se si cambiano i patti". Toninelli: "Si ricordi il contratto di governo"

Botta e risposta tra i due ministri sul tema delle grandi opere, che ancora una volta spacca il governo

Nuovo scontro all'interno del governo sulle grandi opere, con un botta e risposta tra Giovanni Tria e Danilo Toninelli.

Il ministro dell'Economia è tornato a parlare della Tav, l'alta velocità Torino-Lione, dopo la pubblicazione dell'analisi costi-benefici eseguita dal dicastero dei Trasporti.

A due settimane dallo scadere della prima tranche di finanziamenti europei sull'opera (circa 300mila euro), il ministro è intervenuto al programma "Quarta Repubblica" su Rete 4 a proposito di investimenti e di necessità di rispettare gli impegni per non perdere la faccia davanti agli investitori (e i loro denari).

"Non mi interessa l'analisi costi-benefici. Il problema non è la Tav", ha dichiarato: il problema, secondo Tria, è che "nessuno verrà mai a investire in Italia se il Paese mostra un governo che cambia, non sta ai patti, cambia i contratti, cambia le leggi e le fa retroattive". Le infrastrutture come la Torino-Lione sono, infatti, opere "di lungo termine", difficili da bloccarle.

Immediata la replica del collega Toninelli, ospite del programma "Zapping" di Radio 1, da sempre contrario alla realizzazione dell'opera.

"L'unico cantiere fermato, non bloccato, oggi in Italia è quello Tav", ha detto il ministro dei Trasporti, "quello che Tria si è dimenticato è che c'è un contratto, che lo vincola, che dice 'ridiscutere tutto il progetto', e a quello il ministro Tria dovrà attenersi".

(Unioneonline/F)

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