L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 5 febbraio 2019

Nella Cosenza del Sistema massoneria 'ndrangheta politica la macchina amministrativa funziona così

Lettere a Iacchite’: “Vi spiego perché in Calabria non cambierà mai nulla”

-5 Febbraio 2019

Viviana Solari, la biondina preferita da Occhiuto

Egregio Direttore,

mi ero ripromesso di distaccarmi completamente dal marciume che giornalmente attanaglia la nostra amata-dannata terra, esimendomi dal segnalare alla vostra ammirevole testata giornalistica le continue porcherie cui siamo costretti ad assistere; questa scelta era scaturita dal fatto che, nonostante le molteplici denunce, nulla pare cambiare, anzi, addirittura, è come se tutte le malefatte denunciate, accrescessero il potere e la sfacciataggine di queste mele marce.

Vedere il degrado in cui versa una città come Cosenza, causato da un sindaco ladro e fallito quale Mario Occhiuto, coadiuvato “dall’occul(a)ta” regia del fratello Roberto, cresciuto alla scuola di Camo Geppino, grandissimo “figlio di buona donna” in tutti i sensi, crea danni ai fegati di diversi soggetti legati alla propria terra. Assistere alla “promozione” di un segretario quale Priolo Maurizio, diventato segretario generale del consiglio regionale, nonché dirigente, senza aver mai partecipato (e risultato vincitore) ad un regolare concorso, uccide in maniera barbara il concetto di meritocrazia.

Constatare la continuità del modello Reggio, intriso di ombre masso-‘ndranghetiste, anche alla Regione, quando si trova a capo della segreteria di Claudio Parente il Pascale Massimo, ombra di Scopelliti nonché genero del Morabito “u tiradrittu”, fa comprendere che essere “brava gente” è un concetto che facilmente può essere frainteso.

Francesca Cassano

Incarichi milionari da disparati Comuni, che vengono assegnati al socio di Pane Raffaele (sindaco di Scigliano) ovvero il marito (ingegnere) della Francesca Cassano, solo ed esclusivamente perché ha un feeling particolare (per usare un eufemismo) con il presidente della Provincia Franco Iacucci, spegne ogni barlume di speranza nei giovani professionisti che aspettano anni per qualche incarico che possa gratificare i sacrifici sostenuti.


Vedere il ladro e fallito di cui prima (preferisco non riscrivere il suo nome) continuare a pagare lautamente la bionda dai “riccioli d’oro”, al secolo Viviana Solari da Roma, per consulenze al Comune, alla Provincia (quando era presidente…, sic!) ed in ultimo all’Anci, facilmente lascia intendere che le parcelle sono per ben altra tipologia di prestazioni.

Franco Petramala

Continuare a vedere il pluricondannato-nullatenente-destinatario di sentenze milionarie di pagamento dalla Corte dei Conti (che mai verranno saldate), quale Franco Petramala, socio occulto del ladro e fallito, andare in giro come relatore alla presenza del ladro e fallito, è un’umiliazione per chi lavora onestamente e, a stento, riesce a sbarcare il lunario.
Mi auguro che uno tsunami (di qualsiasi tipologia esso sia!), possa spazzare via questa inqualificabile gente, rendendo giustizia a tutte le persone che da sempre pagano (direttamente e non) gli altrui errori (fatti con malizia e malafede).

Con rispetto. Cordialmente.

Lettera firmata

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