L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 10 febbraio 2019

NoTav - le assurde pretese degli euroimbecilli la restituzione di soldi mai dati. La continua fuga in avanti della Lega per accreditarsi nel Sistema massonico mafioso politico

L’Unione europea minaccia l’Italia sul Tav. Con la fake news dei fondi mai dati ma da restituire in caso di stop all’opera

8 febbraio 2019 dalla RedazionePolitica


L’Europa avverte l’Italia: se il Governo rinuncerà formalmente alla realizzazione della Torino-Lione i fondi verranno redistribuiti per altri progetti europei. E così si scopre il bluff dei fondi da restituire in caso di stop all’opera: non ci sarà un bel niente da restituire dal momento che di quei fondi l’Italia non ha ancora ricevuto un solo centesimo.

Un nuovo monito, quello arrivato dalla commissaria Ue ai Trasporti, Violeta Bulc, dinanzi al quale il premier Giuseppe Conte non fa una piega: “All’esito dell’attività istruttoria ci riuniremo e decideremo collegialmente”. Sulla stessa linea il suo vice Luigi Di Maio: “Con la Lega si troverà una soluzione, come abbiamo sempre fatto”. Soluzione che, però, insiste il leader M5S, non potrà prescindere dall’esito dell’analisi costi-benefici, già consegnata a Parigi e Bruxelles ma non ancora al Parlamento né alla Lega, e che conterrebbe una bocciatura senza appello del Tav con un saldo negativo tra costi e benefici tra i 6 e i 7 miliardi.

L’analisi, in ogni caso, darà “un risultato chiaro, non ci saranno dubbi”, precisa Marco Ponti, consulente della struttura tecnica di missione del Mit, guidato da Danilo Toninelli, che ha redatto il documento. Ma le posizioni di Lega e Cinque Stelle sulla Tav restano distanti. “Sono sicuro che l’analisi costi-benefici ci dirà che è un’opera che non sta in piedi”, ribadisce Di Maio.

“Se io ho speso dei soldi per scavare un buco nella montagna è meglio che spendo altri soldi per finirlo quel buco, non per chiuderlo”, risponde a distanza Matteo Salvini. “Non si può dire no a tutti dappertutto in nome dell’ambientalismo da salotto. A non toccare niente, viene giù tutto”, dichiara, sostenuto dal sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, che ricorda come ora il problema vada “gestito politicamente”. Non appena l’analisi sarà resa nota anche al Parlamento. Dove la Lega vuole spostare la partita.

http://www.lanotiziagiornale.it/ue-minaccia-italia-sul-tav-con-la-fake-news-dei-fondi-mai-dati-ma-da-restituire/

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