L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 3 marzo 2019

Il Piemonte l'Italia hanno perso la Fiat e pensano di compensare la perdita con le prebende date dal fare un buco nella montagna per trasportere in Francia chi sa che cosa quando non riescono a saturare la linea ferroviaria del Frejus e quando le merci arrivano in quel paese attraverso la Svizzera ...

Tav, Diego Fusaro contro Repubblica: «Per loro il fatto che un partito al governo e un’intera valle si oppongano a questo folle progetto è semplicemente ‘caos’»

Silenzi e FalsitàPOSTED ON MARZO 2, 2019


“Per il rotocalco turbomondialista, voce del padronato cosmopolitico, il fatto che un partito al governo e un’intera valle si oppongano a un folle progetto volto a fare circolare le merci per l’Europa è semplicemente ‘caos'”.

Diego Fusaro commenta così sul suo profilo Twitter la prima pagina de La Repubblica, che oggi titola: “Tav, il caos 5S pesa sul governo. La Francia: il tempo è scaduto”.

Il filosofo è contrario alla Tav:

“La base della coerenza sta nel rimanere fedeli a se stessi. Anche quando ciò non comporti profitto e vantaggi. Sul caso della Tav, di incoerenza se ne è registrata parecchia. Per parte mia, contro la Tav ero. E contro la Tav resto. Anche se ormai tutti, anche chi fino ieri si opponeva, sono favorevoli a questa opera la cui grandezza è pari solo alla inutilità,” ha spiegato in un articolo sulla sua rubrica “Lampi del Pensiero” su Affari Italiani.

“Che senso ha, spiegatemi,” si è chiesto Fusaro “fare la Tav, quando manca un collegamento ferroviario degno di questo nome tra Roma e Reggio di Calabria, tra Bari e Palermo, tra Ventimiglia e Milano? Che senso ha dare ancora una volta la precedenza assoluta alle merci e alla loro circolazione illimitata? Poiché sono convinto che ciò che dico sia vero e che la verità non si metta ai voti, continuo con solerzia e, lasciatemi dire, con coerenza a oppormi, nel mio piccolo, alla Tav”.

Nessun commento:

Posta un commento