L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 29 aprile 2019

A Cantù la 'ndrangheta non esiste nei comizi vive solo nelle aule giudiziarie

Cantù, Salvini fa il comizio nella piazza della ‘ndrangheta e ‘dimentica’ di citarla. E i cittadini: “Di questo non parliamo”

di Simone Bauducco | 28 Aprile 2019

Matteo Salvini arriva a Cantù all’ora di pranzo per lanciare la volata alla candidata sindaca leghista, ma dal palco di piazza Garibaldi, già teatro delle estorsioni e dei pestaggi dei rampolli della ‘ndrangheta, non pronuncia la parola mafia: “Stiamo lavorando su tre dossier al Ministero: la droga, le truffe agli anziani e i maltrattamenti nei confronti degli animali”. Parole che vengono accolte con un’ovazione dai tanti militanti e cittadini leghisti accorsi in piazza.

“Qui il problema è la pavimentazione, non la ‘ndrangheta” racconta un signore. Accanto a lui, la vicesindaca Alice Galbiati, che si candida a diventare la prima cittadina, si pone come obiettivo “più sicurezza, più decoro e più legalità”. Peccato, però, che nel processo di primo grado, terminato con una sentenza di circa 100 anni agli imputati condannati anche per associazione mafiosa, il Comune abbia scelto di non costituirsi parte civile. Perché, aveva sostenuto l’amministrazione di centrodestra, si trattava solamente di “atti di bullismo”. L’unico a fare un riferimento, seppur indiretto, alla ‘ndrangheta, è il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni: “Sul tema della criminalità organizzata non facciamo sconti a nessuno”.


Nessun commento:

Posta un commento