L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 18 aprile 2019

Decadentismo degli statunitensi vanno avanti con i ricatti. Mai mettere l'avversario all'angolo, lotterà fino alla morte per la sopravvivenza

Gli Usa lavorano all’isolamento del Venezuela, Bolton avvisa la Russia

18 aprile 2019


Il consigliere di Trump ha annunciato che gli Usa stanno attaccando i servizi militari e di intelligence de La Habana limitando i viaggi e le operazioni commerciali. Annunciate nuove sanzioni contro la Banca Centrale del Venezuela

Il governo degli Stati Uniti non cede nell’impegno di fermare il regime di Nicolás Maduro. Dopo la richiesta presentata a Bruxelles per bloccare i voli militari russi diretti in Venezuela, il presidente Donald Trump sembra avere chiesto esplicitamente al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di chiarire la posizione dell’Italia nei confronti del governo di transizione di Juan Guaidó. In ballo ci sarebbe l’aiuto politico per risolvere la crisi in Libia (qui l’articolo di Formiche.net).

Sul fronte operativo, invece, si va avanti: ieri sono state annunciate nuove sanzioni contro Cuba, Nicaragua e Venezuela, per aumentare la pressione e porre fine alla dittatura venezuelana.

A seguito di una serie di colloqui con rappresentanti dell’esilio cubano a Miami, il Consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, ha detto che gli Usa stanno attaccando i servizi militari e di intelligence de La Habana – inclusa un’aerolinea di proprietà dello Stato cubano, Aerogaviota -, limitando i viaggi e le operazioni commerciali. Con l’obiettivo di colpire il regime socialista venezuelano.

Le dichiarazioni di Bolton sono arrivate dopo l’annuncio del Dipartimento di Stato sulla revoca del divieto di presentare denuncia contro le imprese straniere che usano proprietà confiscate dal governo cubano dalla rivoluzione di Fidel Castro nel 1959.

Il consigliere di Trump ha anche confermato che il governo americano utilizzerà “la massima capacità per fare pressione contro Maduro e garantire che i suoi amici non rubino quello che legittimamente appartiene al popolo venezuelano”. Ha spiegato che queste misure sono un “forte avvertimento per tutti gli attori esterni, inclusa la Russia, per evitare l’uso di risorse militare in Venezuela a favore del regime di Maduro”. “Gli Usa – ha aggiunto – considerano queste alleanze come una minaccia per la pace e la sicurezza della regione”.

Bolton ha riferito di nuove sanzioni che saranno imposte contro la Banca Centrale del Venezuela. Le autorità degli Usa restringeranno le transazioni dell’entità finanziaria sul territorio americano e vieterà il loro acquisto di dollari.

Infine, Bolton ha annunciato sanzioni contro la Banca Corporativa del Nicaragua (Bancorp) e contro Laureano Ortega Murillo, figlio del presidente, Daniel Ortega, e il vicepresidente Rosario Murillo. L’accusa contro il figlio della coppia presidenziale, nonché rappresentante dell’agenzia ufficiale di investimenti ed esportazioni ProNicaragua, è di “grande corruzione sotto la faccia dell’agenzia leader di investimenti in Nicaragua”. “Vogliamo attaccare le tasche della famiglia di Ortega – ha dichiarato Bolton – che continua a vivere della miseria del popolo nicaraguense”. Un piano regionale contro “la troika della tirannia latinoamericana”, come viene definita dagli Usa l’alleanza tra Cuba, Nicaragua e Venezuela.

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