L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 aprile 2019

Di Maio sacrifica la strategia e fa tatticismo, non ha capito niente

08 APRIL 2019

Di Maio e il calcio dell'asino



Giorno di San Walter. Di Maio dev'essere in stato di stress da insuccesso. E non c'è come l'insuccesso che alla fine dà alla testa. Le elezioni europee sono quasi alle porte e le prove di elezioni locali sono andate male. Che fare allora? Un bel coup de théatre (napoletano) per mettersi mediaticamente in mostra. Di Maio con quella battuta sulle alleanze "negazioniste" dell' Olocausto di Salvini in Europa, ha dato la riprova della sua provenienza professionale: un venditore di bibite allo stadio di Napoli. Intanto a Vinitaly dove ha voluto presenziare ugualmente per fare passerella elettorale (nonostante il sindaco leghista Sboarina, glielo avesse sconsigliato), nessuno se l'è filato più di tanto. Verona non perdona. E la sua battuta sugli "sfigati" del forum delle famiglie durante i giorni del Congresso, rimarrà impressa nel suo curriculum di politicante privo di spessore. La cassettina delle bibite potrebbe essere più vicina e a portata di mano che mai. Dopotutto il mondo è fatto a scale e a Verona (città, guarda caso, dell'antica signoria della Scala) la sua battutaccia contro il Convegno da lui definito "medievale" delle famiglie potrebbe segnarel'inizio della sua discesa.
Ormai non si conta più lo sconcerto che ogni sortita di Giggino, comporta. Ora si fa garante della flat tax, cavallo di battaglia della Lega sul famoso "contratto", diminuendo però la platea dei beneficiari, perché tutto sommato da vetero-comunistuccio qual è "anche i ricchi devono piangere". Resta da capire per il neo "cassettaro del Mezzogiorno" cosa intenda per "ricchi". Di Maio cerca di smarcarsi dalla Lega, ma per farlo alla fin fine dà il famoso calcio dell'asino a Salvini, tipico dei maramaldi. Perciò se le elezioni europee dovessero tributare ulteriori successi per la coalizione sovranista messa in piedi da Salvini, è bene che quest'ultimo risponda quanto prima con la disarcionata del cavallo pazzo, quello che nei rodei butta per aria e fa cadere con il sedere per terra, gli improvvidi cavallerizzi. Come non lo so, tenuto conto che c'è sempre la variante Mattarella, sul quale lo stesso Di Maio ha dichiarato che rappresenta per lui "un'assicurazione sulla vita", il quale non scioglierebbe mai le camere.
Il Movimento 5 stelle si rivela sempre più un ologramma falsamente sovranista e populista ad uso elettori gonzi. I quali ormai se ne sono accorti e lo puniscono erodendogli sistematicamente consenso.
Non vorrei che questo governo giallo-verde (in verità sempre più giallo come l'itterizia da invidia di cui è in preda Di Maio), fosse alla fin fine il governo del "ce lo dice l'Europa".
Pensioni tagliate? Ce lo dice l'Europa: fatto! Ci sarà la sorpresa a giugno. Contro il ceto medio, naturalmente.
Farmaco triptorelina che inibisce la crescita e fa cambiare sesso agli adolescenti? Ce lo chiede l'Europa. Fatto!
Propaganda LGBT tra le Forze Armate e matrimoni gay in uniforme? Piace alla Ue. Fatto!

La ministra Grillo, emula della Vispa Teresa Lorenzin, sta anche pensando all'eutanasia e l'unica speranza per Salvini per impedirla è che non è nel "contratto". Un po' poco, attaccarsi alla carta.

La Ue sarà contenta, molto contenta dell'"alternativa". Quel che non riesce a fare il PD lo può fare il M5s. Dopotutto, come disse l'ambasciatore dem Phillips è la forza del "cambiamento". Per ora, solo quello di sesso contemplato nella triptorelina.
A proposito, c'è un giallo su dove andranno a sedersi i 5 stalle nell'emiciclo europeo. L'ultima volta dovevano sedere insieme a Nigel Farage dell'Ukip, ma poi si spaventarono e sedettero indovinate un po' dove? Nell'ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), il partito di Verhofstadt e di Monti, ovvero il partito più eurocratico e mondialista che ci sia.

Ora invece, se continua col super-Slurp alla Merkel, Giggino potrebbe ottenere uno strapuntino nel PPE. Ovvero, quello che fu il partito di Barroso. Dopotutto, sempre in preda alla sindrome da insuccesso, è appena stato da Fabio Strazio a dare rassicurazioni sul suo conclamato "europeismo".


Salvini a Verona a Vinitaly abbraccia una signora che gli chiede quando mollerà Di Maio

Intanto al Vinitaly di Verona, Matteo Salvini si è fermato come di consueto a salutare i numerosi fans e supporter. Tra selfie e abbracci, è spuntata una signora che gli ha detto: “Basta con Di Maio. Quando lo molli? dopo le Europee, vero?”.
I due vice- premier non si sono incontrati. Uno era allo stand degustazione vini del Nord, l'altro a quello dei vini del Sud.
Il vino, con ogni evidenza , non li ha uniti.

Nessun commento:

Posta un commento