L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 9 aprile 2019

Diego Fusaro - "ci abbaiano, Sancho; segno che stiamo cavalcando!"

LAMPI DEL PENSIERO

Lunedì, 8 aprile 2019 - 08:09:00
Fusaro candidato a Gioia Tauro. Il filosofo replica ad Aldo Grasso su Affari

Lampi del pensiero di Diego Fusaro/ Ad Aldo Grasso dono una citazione: "Ci abbaiano, Sancho; segno che stiamo cavalcando!".

di Diego Fusaro

Foto: LaPresse

Debbo ringraziare Aldo Grasso per le attenzioni che, con sommo zelo, sempre mi dedica sulla prima pagina del rotocalco turbomondialista "Il Corriere della sera". Anche ieri ha dedicato a me, con tanto di foto, la prima pagina del rotocalco. Debbo, tuttavia, correggerlo, perché vi sono molte imprecisioni nel pezzo che gli hanno commissionato. Così scrive il signor Grasso: “Fusaro pensa che in quella terra sia stato commesso un errore filosofico: è prevalso l’interesse della collettività su quello dell’individuo”. Ora, non pretendo che il signor Grasso legga e, magari, intenda i miei studi monografici su Marx e su Fichte. Sarebbe, forse, chiedere troppo a chi per mestiere deve compilare, su commissione, elzeviri la cui lunghezza è pari alla profondità. E tuttavia almeno le mie dichiarazioni sul caso di Gioia Tauro avrebbe, forse, potuto intenderle. Non ho mai sostenuto che l'interesse della collettività è prevalso su quello dell'individuo. Semmai il contrario. Ma tant'è. Mando, in ogni caso, un caro saluto a Grasso e gli dono una citazione: "ci abbaiano, Sancho; segno che stiamo cavalcando!".

Nella sua rubrica settimanale sul Corriere della Sera ieri mattina Aldo Grasso ha dedicato il suo intervento a Diego Fusaro, attuale candidato sindaco di Gioia Tauro:

"Sulla tomba di Karl Marx c’è questo epitaffio: «I filosofi si sono limitati a interpretare in modi diversi il mondo; si tratta ora di trasformarlo». Il filosofo Diego Fusaro, marxista immaginario, teorico di un pensiero che mescola «valori di destra e idee di sinistra», Gramsci e CasaPound, vuol diventare sindaco di Gioia Tauro: dalla turboteoria alla turboprassi.

La lista «Risorgimento Meridionale per l’Italia» lo descrive così, incurante dell’involontaria parodia: «Filosofo che ha contributo in maniera decisiva alla sedimentazione presso la pubblica opinione di un pensiero alternativo, in grado di demistificare in radice il racconto prevalente costruito a beneficio delle classi dominanti». Alla presentazione c’era anche Giulietto Chiesa, campione del complottismo, irriducibile madurista, marxista immaginario anche lui.

Avete presente Gioia Tauro, la situazione drammatica del porto, la ’ndrangheta? Ebbene Fusaro pensa che in quella terra sia stato commesso un errore filosofico: è prevalso l’interesse della collettività su quello dell’individuo. Urca! Adesso ci pensa lui, con la lotta al postmoderno, alla globalizzazione, al turbocapitalismo apolide, alla contronarrazione demofila, qualunque cosa voglia dire. Il suo ultimo libro s’intitola «Pensare altrimenti» (altrimenti ci arrabbiamo!).
Sì, per la filosofia c’è ancora da fare".

Diego Fusaro (Torino 1983) insegna storia della filosofia presso lo IASSP di Milano (Istituto Alti Studi Strategici e Politici) ed è fondatore dell'associazione Interesse Nazionale (www.interessenazionale.net). Tra i suoi libri più fortunati, "Bentornato Marx!" (Bompiani 2009), "Il futuro è nostro" (Bompiani 2009), "Pensare altrimenti" (Einaudi 2017).
 

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