L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 30 aprile 2019

e il Sistema massonico mafioso politico insieme agli analisti rosicano

PIL Italia, è ufficiale: siamo fuori dalla recessione

30 Aprile 2019 - 12:57 

PIL Italia (preliminare): nel 1° trimestre del 2019 l’economia è tornata a crescere ed è ufficialmente uscita dalla recessione


Il PIL dell’Italia rilevato preliminarmente e con riferimento al 1° trimestre del 2019 ha rivisto positivamente anche le più rosee aspettative.

Il Belpaese, infatti, è ufficialmente uscito dalla recessione, stando a quanto comunicato pochi attimi fa dall’Istat.

Nello specifico, rispetto al trimestre precedente (il 4° del 2018) il PIL dell’Italia è avanzato di uno 0,2% che ha rivisto sia le attese che l’ultimo dato, entrambi a -0,1%. Buoni anche i risultati su base annua (dunque a confronto con il 1° trimestre del 2018) arco di tempo in cui l’economia ha registrato un +0,1% che ha fatto i conti con previsioni a -0,1% e con il precedente +0,6%.

Come riportato sul nostro Calendario Economico, infatti, gli analisti avevano previsto in entrambi i casi un altro trimestre in calo per il PIL italiano.

PIL Italia: recessione addio

A commentare l’andamento dell’economia italiana è stato proprio l’Istat che ha cercato di chiarire le forze in gioco nel primo trimestre del 2019:

“La variazione congiunturale del PIL è la sintesi di incrementi del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria, sia in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto positivo della componente estera netta.”

Gli attesi dati hanno fatto i conti con le previsioni pubblicate qualche settimana fa da Bankitalia. In quell’occasione l’istituto di Via Nazionale aveva parlato di un’Italia pronta a salutare con mano la sua terza recessione in 10 anni.

Sul finire del 2018, dopo un terzo e un quarto trimestre in flessione, l’economia nostrana è infatti finita ufficialmente in quella che viene definita come recessione tecnica. Da quel momento in poi il mondo intero è tornato a concentrarsi sulle sorti dell’Italia e del suo PIL che invece, nel 1° trimestre del 2019 ha ripreso a camminare.

Dati positivi, certo, che non hanno però mancato di sottolineare il divario ancora esistente tra il Belpaese e il resto dell’Eurozona. Al PIL dell’Italia, infatti ha risposto quello del blocco, che è avanzato dallo 0,4% su base trimestrale e dell’1,1% su base annua.

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