L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 22 aprile 2019

Il Fanfulla può garantire che mai gli Arata hanno finanziato la Lega?

Travaglio a Salvini: «Siri è un bugiardo seriale: non basta questo per dimissionarlo dal ‘governo del cambiamento’?»

Silenzi e Falsità POSTED ON APRILE 22, 2019


«A prescindere dalle accuse di corruzione (da dimostrare) e dall’asservimento della sua funzione pubblica a interessi privati (dimostrata), Siri è un bugiardo seriale: non basta questo per dimissionarlo dal “governo del cambiamento”?»

È una delle dieci domande che Marco Travaglio avrebbe posto a Matteo Salvini se il ministro gli avesse concesso un’intervista che invece è stata negata.

Il direttore del Fatto Quotidiano ha riportato queste domande nel suo editoriale di domenica 21 aprile.

Travaglio ha fatto notare che giovedì scorso Siri, dopo aver saputo di essere indagato, ha dichiarato: «Non so assolutamente chi sia questo imprenditore coinvolto (Arata, ndr), non mi sono mai occupato di eolico in tutta la mia vita. Sono senza parole, credo che si tratti di un errore di persona».

Il giorno seguente Siri è stato smentito anche dal capogruppo della Lega Romeo. E ha cambiato versione: «Ho presentato un emendamento che mi ha chiesto una filiera di piccoli produttori,» ha detto il sottosegretario leghista, che sabato ha cambiato nuovamente versione: «Arata mi ha detto che rappresentava un’associazione dei piccoli imprenditori dell’eolico… mi ha fatto una testa così e io gli ho detto: va bene, mandamelo».

Il giornalista ha anche ricordato che «Siri, fra luglio e dicembre, provò in ogni modo a far approvare una norma chiesta da Arata per favorire la sua azienda eolica (quella a mezzadria col finanziatore di Messina Denaro)” e che “il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ha appena assunto il figlio Federico Arata a Palazzo Chigi come ‘esperto’ del Dipartimento programmazione economica, dopo che quello l’aveva aiutato nella discussa trasferta di marzo negli Usa».

E ha concluso domandando a Salvini: «La Lega deve qualcosa a quella famiglia? Salvini può garantire che mai gli Arata hanno finanziato la Lega?».

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