L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 15 aprile 2019

Libia - cosa aspetta il governo italiano a mandare i soldati professionisti che abbiamo a difesa di Tripoli del governo legittimamente riconosciuto a livello internazionale. Adesso è il momento delle armi poi ci sarà il tempo delle conferenze

ANSA.it
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Libia: colpi di mortaio delle forze di Haftar su Abu Salim

Stallo nell'offensiva su Tripoli, Haftar vola al Cairo


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Libia, razzi a sud di Tripoli © ANSA/EPA

Dell'inviato Claudio AccogliTRIPOLI
15 aprile 201913:01NEWS

Colpi di razzi e di mortaio hanno colpito nelle prime ore della giornata alcune abitazioni nella zona residenziale di Abu Salim a sud di Tripoli, causando il ferimento di alcuni civili. Lo riporta in un tweet il Libya Observer.

L'undicesimo giorno di guerra alle porte di Tripoli è stato segnato da uno stop dell'offensiva di terra delle forze di Khalifa Haftar, che secondo alcune fonti avrebbero pagato un prezzo altissimo in termini di vite dall'inizio dell'attacco alla capitale. I militari del governo di unità nazionale guidato da Fayez al Sarraj oggi hanno abbattuto un caccia nemico e assicurato una nuova linea difensiva più profonda lungo l'asse del fronte meridionale. In una situazione di sostanziale stallo sul terreno, il maresciallo è volato al Cairo, dove ha incassato il rinnovato sostegno di uno dei suoi principali alleati, il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi. Il faraone, secondo quanto ha fatto trapelare ai media, ha ribadito "il sostegno dell'Egitto agli sforzi della lotta contro il terrorismo e le milizie estremiste per realizzare la sicurezza e la stabilità della Libia".

Libia, abbattuto un caccia di Haftar

Ma gli osservatori leggono la mossa di Haftar come un segnale di debolezza da parte del maresciallo, in evidente difficoltà di fronte a un'offensiva pensata come un blitzkrieg ed arenatasi invece in un pantano di battaglie ben lontane dal cuore della capitale. "Haftar ha tentato un golpe militare contro la Libia. Ha fallito, e non sarà sufficiente che si ritiri a Bengasi. La comunità internazionale esca dalla sua ambiguità", ha tuonato l'ambasciatore libico a Bruxelles Hafed Gaddur. Ci sono Paesi "che tramano alle spalle del governo legittimo e riconosciuto dalla comunità internazionale", ha aggiunto l'ex ambasciatore di Tripoli a Roma, "ma noi sappiamo chi sono". In serata, anche un portavoce dell'esecutivo tripolino, Muhannad Younis, ha escluso che il governo di Accordo nazionale libico di Fayez al-Sarraj possa accettare alcun cessate il fuoco adesso, almeno fin quando le forze di Haftar non saranno ritornate alle posizioni di partenza. Così, in un quadro ancora molto fluido, domani atterreranno a Roma due avversari dell'uomo forte della Cirenaica per consultazioni con il governo italiano. Il primo è Mohammed Al Thani, vicepremier e ministro degli Esteri del Qatar, Stato sponsor dell'esecutivo Sarraj. Il secondo è Ahmed Maitig, numero due del Consiglio presidenziale ed esponente di Misurata, la città libica più potente a livello militare le cui milizie sono schierate a difesa di Tripoli. Entrambi avranno colloqui sia con il premier Giuseppe Conte che con il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Intanto, i morti accertati nell'ovest libico sono oltre 130, tra i quali 35 bambini. La tv al Ahrar da Bengasi ha parlato di "oltre 100 uccisi" solo tra le forze di Haftar. L'emittente ha citato fonti ospedaliere proprio a Bengasi, ma al momento non ci sono conferme ufficiali. Mentre l'emergenza umanitaria si aggrava.

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