L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 13 aprile 2019

Libia - se non usiamo le nostre forze armate per difendere Tripoli cosa le abbiamo a fare?

CABINA DI REGIA: L’ITALIA IN LIBIA È UN PAESE INUTILE
Pubblicato 12/04/2019

DI ALBERTO NEGRI

In Libia a Misurata ci sono 400 militari italiani, una nave è alla fonda a Tripoli, altre sono al largo delle coste, con aerei e droni forse sarebbe stato facile fermare le non tetragone colonne militari di Haftar destinate a sbalzare Sarraj, che la stessa Italia ha portato a Tripoli. Ma questo non è avvenuto nonostante l’Italia contro l’alleato Gheddafi nel 2011 abbia fatto 4.500 missioni aeree. Inutile piangere con francesi o americani: alla prova dei fatti siamo un Paese inutile. Altro che “cabina di regia”.

Nessun commento:

Posta un commento