L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 9 aprile 2019

Roma - Casapound ha ricevuto prebenda dal corrotto euroimbecille Pd e non vuole mollarla

POLITICA
08/04/2019 18:26 CEST | Aggiornato 08/04/2019 19:46 CEST

Luigi Di Maio: "Sgomberare i Rom e Casapound". Raggi: "Roma non sarà la città dell'odio"

Il vicepremier in un post su Facebook: "Via chiunque occupi in modo illegittimo un'abitazione già assegnata a chi ne ha bisogno". La sindaca a CasaPound: "Non ci fa paura"


Virginia Raggi - Luigi Di Maio

Per Luigi Di Maio chiunque occupi illegalmente una casa deve essere mandato via. Che si tratti di Rom o di CasaPound poco importa. "I fatti di questi giorni, che stanno coinvolgendo alcune periferie, evidenziano un chiaro problema di ordine pubblico. Il superamento dei campi rom è doveroso. Non perché siano rom o meno, ma perché è una questione di giustizia - ha spiegato il vicepremier in un post su Facebook - la legge vale per tutti. Superiamo i campi rom, subito. E sgomberiamo CasaPound, così come chiunque occupi in modo illegittimo un'abitazione o uno stabile già assegnato a chi ne ha realmente bisogno". Alla sua dichiarazione seguono a stretto giro le parole di Virginia Raggi, che attacca la formazione politica di estrema destra: "Casapound non ci fa paura. Non saremo mai la città dell'odio", ha detto la sindaca.

Di Maio sottolinea che in qualsiasi situazione - e indipendentemente dagli occupanti - deve prevalere la legalità: "Questo dev'essere un messaggio molto chiaro. Ed è lo stesso messaggio che andrebbe inviato a chi, nella stessa forma, compie abusi occupando illegittimamente un edificio pubblico o privato. Credetemi, la legge a volte è così chiara che basta applicarla. E per me vale solo la legge. Ci sono dei campi rom che sono realtà vergognose? Vanno superati, come tra l'altro sta facendo Virginia Raggi, che proprio lo scorso anno ne ha chiuso uno!", sottolinea il leader del M5S.

Poi un riferimento alla questione dello sgombero del palazzo occupato da CasaPound, nel centro della capitale: "Nei campi ci sono famiglie che si dichiarano nulla tenenti e poi girano in auto lussuose? Gli mandiamo la Guardia di Finanza! Ci sono altri stabili occupati da chi non ne ha diritto? Vanno sgomberati anche quelli! Tempo fa, ad esempio, avevo sentito parlare di priorità o meno in merito allo sgombero dell'edificio occupato da CasaPound in pieno centro a Roma. Si era detto che non era prioritario sgomberarlo perché in ordine e pulito, non in condizioni fatiscenti. Scusate, quindi se io ho una casa e qualcuno me la occupa ma la tiene pulita devo starmene zitto? Ma stiamo scherzando? Cominciamo ad applicare la legge, tenendo sempre in considerazione eventuali condizioni di fragilità sociale e di famiglie in difficoltà, ovviamente".

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