L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 28 aprile 2019

Roma - La Raggi, attraverso un'azione amministrativa corretta chiara trasparente mette sempre di più all'angolo il Sistema massonico mafioso politico della capitale e allora questo ha chiamato in aiuto il Fanfulla

Perché i media di regime e Salvini combattono con violenza contro la Raggi?

Clairemont FerrandPOSTED ON APRILE 27, 2019


Ieri campeggiava una infame vignetta sul “Corriere della Sera” – il giornale in mano a Urbano Cairo, già dipendente di Berlusconi – che raffigurava la sindaca di Roma Virginia Raggi tenersi forte con le mani alla poltrona nel mentre che qualcuno voleva farla cadere tirandola per i piedi per liberare la poltrona.

Il messaggio, non già sublimale ma esplicito e violento, che portava l’indecorosa e inaccettabile ironia del vignettista, era, ovviamente, che la sindaca abbandonasse la partita ritirandosi con le dimissioni e non facesse più un’accanita e caparbia resistenza contro chi ogni giorno la sottopone ad attacchi durissimi.

Come mai questa fretta di allontanarla? Come mai non si accettano le più basilari regole della democrazia, lasciando che siano i cittadini romani a dare un giudizio sul loro sindaco al momento opportuno, e cioè alla scadenza del suo mandato, che peraltro non è molto distante?

La sindaca, e prima ancora la donna, sta dimostrando in questa durissima lotta tutto il suo valore umano e politico.

È davvero sorprendente come Virginia Raggi riesca trovare sempre energie nuove per far fronte a questa guerra che gli muove il regime marcio, a cui purtroppo Salvini non solo si è unito – indecorosamente! – ma appare ormai che sia lui a guidarla politicamente.

Questa donna tanto esile quanto forte, tenace, indefessa combattente, non si scompone, non si impaurisce, non urla, ma sempre con pacatezza gentile ma fermissima, sta al suo posto al fronte, in piena battaglia giorno dopo giorno senza dare segni di stanchezza.

Ormai quelli che gli stanno facendo una guerra senza quartiere, cominciata il giorno dopo che ha vinto le elezioni comunali, la rendono sempre più simpatica a un grandissimo numero di persone anche fuori dal M5S.

Più si accaniscono contro di lei e più questa donna ce la fanno amare, in quanto ci stupisce la sua rara capacità di mantenere la calma, di non atteggiarsi a vittima, di stare al suo posto di lavoro con convinzione, con sovrana normalità.

Dispiace molto che nel coro di coloro che la attaccano si sia messo da qualche tempo anche Matteo Salvini.

Sorprende non poco questo atteggiamento di Salvini.

Viene spontaneo chiedere a Salvini: come mai ti schieri con i peggiori nemici del governo, di cui sei ministro e vice presidente, nel bombardare insieme a loro ogni giorno la sindaca di Roma?

In effetti contro Virginia Raggi è sotto continuo bombardamento, con ogni tipo di bombe, anche le più letali.

Facciamo un veloce reportage degli effetti dei bombardamenti.

Fermate di metrò, centrali, bloccate da scale che saltano e non funzionano: mai successo prima!

Come mai succede ora? Come mai poi le si creano mille difficoltà per allungare i tempi della riparazione?

Bus chiusi dentro i garage che non venivano utilizzati e solo dopo tanta fatica è riuscita a metterli in strada: come mai?

Iter burocratici lunghissimi per far partire gli appalti per riparare le strade: forse che prima gli appalti non si facevano e che ora invece si fanno con massimo scrupolo? Forse che ora si pretende che le buche vengano davvero riparate e che si faccia la verifica tecnica dei lavori fatti, prima che siano pagati?

Due dei quattro impianti di trattamento dei rifiuti della città dati alle fiamme.

Un’isola ecologica e 600 cassonetti bruciati.

Perché si è scatenato il fuoco, cosa mai successa prima?

Salvini, visto che è responsabile dell’ordine pubblico, perché non interviene per far rispettare l’illegalità?

Ma come potrebbe visto che sembrerebbe proteggere lo scempio alla legalità costituito dalla occupazione illecita di uno stabile di proprietà pubblica da parte di Casa Pound in via Napoleone III, a due passi dalla stazione Termini?

Virginia Raggi più volte ha raccomandato che Salvini intervenisse urgentemente a ripristinare la legalità.

La difesa della legalità va fatta contro chiunque la minaccia che si tratti di Rom, di centri sociali o di Casa Pound, come giustamente chiede la sindaca.

Invece Salvini finora è rimasto inerte: la ruspa, sulla quale più volte si è fatto fotografare, è stata attivata contro i Casamonica da una coraggiosissima Virginia Raggi.

Perché non sale su altra ruspa adeguata o su altro mezzo che lui ritenga utile anche per far sgomberare un palazzo di proprietà pubblica illegalmente occupato da Casa Pound?

È mai possibile consentire che un qualcuno utilizzi un palazzo senza esserne proprietario o pagare un affitto?

La sindaca a 5 Stelle ha ereditato dalle precedenti amministrazioni di destra e di sinistra che si sono succedute prima, ma sopratutto dal 2008 in poi, 13 miliardi di debiti, una montagna mostruosa di debiti, ma lei ha tenuto i conti del Comune in ordine e ha anche pagato 250 milioni di nuovi debiti fatti da Alemanno e Marino.

È stata lei a fare una proposta per alleggerire, minimizzandoli, i costi finanziari per restituire questo debito mostruoso e pagare gli interessi che le precedenti amministrazioni ma anche lo Stato hanno fatto. La proposta è stata accolta dal governo, compreso il vice ministro leghista all’Economia Massimo Garavaglia.

L’operazione suggerita e voluta dalla Raggi non aggrava il bilancio dello Stato neanche di un euro in più, ma serve per rinegoziare il mutuo con le banche e così garantire risparmi per 2,5 miliardi di interessi a tutti gli italiani, compresi i romani.

La stessa cosa farebbe qualunque persona di buon senso per pagare il mutuo della propria casa.

Ma Salvini si è opposto – senza peraltro che se ne capiscano le vere ragioni – affermando che lo faceva per evitare che fossero tutti gli italiani a pagare i debiti di Roma, mentre in realtà così non è, facendo persino dubitare della sua buona fede.

Insomma contro Virginia Raggi è stato scatenato un inferno di fuoco, un vero e proprio bombardamento politico, mediatico, in stile Vietnam.
Perché?

Lasciamolo dire a lei il motivo vero come lo si desume da una intervista al giornale Avvenire:

“Niente più scorciatoie. Niente più favori. Niente più zone grigie tra affari e politica. Sa perché ci sono quei 13 miliardi sulle spalle di Roma? Perché non c’era un appalto che veniva assegnato con una gara e perché dietro ogni appalto c’era una tangente, un malaffare. La nostra linea è tempi più lunghi ma trasparenza totale”.

C’è anche dell’altro di enorme importanza, e cioè gli appetiti voraci che si stavano e si stanno scatenando per la costruzione del nuovo stadio di Roma.

Lasciamo sempre lei a spiegare e farci capire meglio:

“Lo stadio si farà e sarà una opportunità per Roma. Ci sono 800 milioni di investimenti privati e c’è un patto che verrà rispettato: prima saranno realizzate le opere per la comunità, poi toccherà allo stadio. Il percorso è segnato, i tempi decisi, l’iter amministrativo va avanti senza rallentamenti. Ma voglio che tutto sia fatto a regola d’arte e ho avviato una analisi ulteriore affidata al Politecnico di Torino: non era dovuta, ma l’ho fatta per dare maggiori garanzie ai miei cittadini. La corruzione? Ha provato ad infiltrarsi ma è stata respinta. Altri attacchi arriveranno, ma oggi abbiamo sviluppato gli anticorpi e siamo pronti ad alzare il muro. Seguiremo alla lettera le procedure. Guarderemo con la lente ogni gara, ogni appalto, ogni ditta. Solo così potremmo azzerare i rischi. E alla fine ce la faremo”.

Ora si capisce bene perché il vecchio regime marcio e corrotto fa la guerra totale alla sindaca di Roma: lei ha bloccato del tutto il vecchio andazzo del malaffare.

Salvini, fermati in questa aggressione alla Raggi e anzi difendila, perché sta lavorando per affermare la legalità. Come mai ti sfugge questo fatto di evidenza solare?

Intanto incoraggiamo Virginia Raggi: per i tuoi aggressori finirà come è finito per chi ha aggredito il Vietnam con i bombardamenti al napalm.
Sono scappati con gli elicotteri dai tetti dei palazzi: non potevano mettere i piedi per terra.

L’arroganza veemente contro di te sarà sconfitta e tu ne uscirai vittoriosa e ancora più forte.

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