L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 22 aprile 2019

Roma - monnezza - il Bagnacani si batteva come un leone per presentare bilanci non approvati dal collegio dei sindaci, per lui valevano 40 milioni di premio, mentre Roma continuava continua ad essere sporca


La Raggi tira fuori gli artigli. Querela in vista per l’ex Ad di Ama, Bagnacani. Gli audio finiti sui giornali sarebbero diffamatori verso la sindaca 

22 aprile 2019 di Davide Manlio Ruffolo


La Raggi questa volta non ci sta. Dopo due anni passati a difendersi da ogni tipo di accusa, anche giudiziaria, questa volta la sindaca di Roma ha deciso di tirare fuori gli artigli e di rispondere colpo su colpo. Nuovamente finita nel tritacarne della stampa, dopo l’ennesimo esposto dell’ex amministratore delegato di Ama, Lorenzo Bagnacani, la prima cittadina è pronta a far valere le proprie ragioni al punto che il suo entourage sta già valutando la possibilità di denunciare l’ex dirigente per calunnia e diffamazione. Una contromossa severa ma necessaria alla luce degli accertamenti effettuati dai suoi legali, gli avvocati Alessandro Mancori e Emiliano Fasulo, che, proprio in relazione all’ultima mossa dell’ex ad, hanno avuto conferma del fatto che, al momento, la Raggi non è indagata. Ma c’è di più, anche alla luce dell’esposto non emergerebbe un illecito chiaro e definito. Un punto, questo, che rende a dir poco complicato capire quali potrebbero essere gli esiti di un’inchiesta che potrebbe addirittura non vedere mai la luce. In questo scenario si può capire il disappunto della sindaca Virginia Raggi dopo le rivelazioni, affidate al quotidiano L’Espresso, con cui l’ex manager della municipalizzata dei rifiuti la accusava di pressioni indebite in relazione al bilancio dell’azienda. Il tutto condito da una serie di audio captati dal dirigente di Ama durante incontri riservati all’insaputa della sindaca. Insomma dialoghi rubati, non intercettazioni ambientali o telefoniche fatte da professionisti e nel rispetto della legge, che non potrebbero neanche essere usati all’interno di un eventuale procedimento.

L’esposto dell’ex Ad – Nel fascicolo consegnato ai magistrati romani, Bagnacani avrebbe allegato oltre alle tracce audio di conversazioni registrate con la prima cittadina anche messaggi scambiati con lei su Whatsapp e Telegram. Elementi che, a parere dell’ex ad di Ama, dimostrerebbero le pressioni indebite subite e che potrebbero far pensare ad una possibile tentata concussione. In uno degli audio carpiti durante una riunione di ottobre 2018, la sindaca spiegava: “Però se tu lo devi cambiare comunque, lo devi cambiare. Anche se loro dicono: Perché la luna è piatta”. A dover essere modificato era il bilancio della municipalizzata dei rifiuti, da tempo finito in un interminabile braccio di ferro tra Campidoglio e azienda, che Ama stava chiudendo in attivo. Ma l’ad non cedeva alle richieste della sindaca e Bagnacani fu poi licenziato.

Reazione immediata – Una ricostruzione, quella offerta dall’ex amministratore, che però non ha convinto il Campidoglio. Anzi secondo la prima cittadina della Capitale: “Non c’è stata nessuna pressione ma la semplice applicazione delle norme, il bilancio proposto da Bagnacani violava le norme e avrebbe garantito premi a amministratore delegato e dirigenti”. E proprio queste, secondo la Raggi, sarebbero le reali motivazioni che hanno causato il divorzio da Bagnacani.

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