L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 23 aprile 2019

Roma - non è responsabilità della Raggi se al Viminale c'è il fanfulla che non comprende che Roma è la capitale d'Italia e che anche il suo amico Alemanno ha contribuito ad affossarla

POLITICA
22/04/2019 20:39 CEST | Aggiornato 22/04/2019 20:45 CEST

Lega: "Non voteremo nessuna norma 'Salva-Raggi'"

Alla vigilia del Consiglio dei ministri chiamato a dare il via libera al decreto crescita


YARA NARDI / REUTERS
Rome's mayor Virginia Raggi is seen after police confiscated a villa built illegally by an alleged Mafia family in Rome, Italy, November 20, 2018. REUTERS/Yara Nardi

"Nessuna norma salva Raggi. Non esistono comuni di serie A e serie B. O si aiutano tutti i comuni e i sindaci in difficoltà o nessuno. La Lega non vota norme che creano disparità. Bene il decreto crescita con le misure per i risparmiatori truffati, per abbassare le tasse alle imprese, riduzione della burocrazia per gli enti territoriali". Lo sottolineano fonti della Lega.

Alla vigilia del Consiglio dei ministri chiamato a dare il via libera (questa volta "con intese") al decreto crescita, si riaccende così lo scontro su una delle norme più controverse del dl, la "Salva Roma".

Ad aprire la Pasquetta a sfondo elettorale era stato Matteo Salvini, da Pinzolo. "O tutti o nessuno. Non ci sono Comuni di serie A e Comuni di serie B", aveva detto il vicepremier piazza, aggiungendo il consueto attacco a Virginia Raggi: "Non mi pare che a Roma ci sia un sindaco che abbia il controllo della città". "Non c'è sempre bisogno di un nemico, i Comuni vanno salvati tutti" ma "i problemi sono diversi" e a ciascuno serve "la sua cura", è stata la replica, a stretto giro, del viceministro dell'Economia Laura Castelli.

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