L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 maggio 2019

Alberto Negri - due aerei tre torri, Afghanistan, Iraq, Libano, Siria e prima ancora Kossovo come fidarsi tra invenzioni menzogne bugie, trattati stracciati unilateralmente, infidi subdoli prepotenti

Alberto Negri - "E ancora credono agli Stati Uniti…"


di Alberto Negri*

E ancora credono agli Stati Uniti…

Nel 2001 gli Usa cominciarono la guerra al terrorismo e ci siamo ritrovati il terrorismo in casa. Nel 2003 mentirono spudoratamente sulle armi di distruzione di massa di Saddam e affondarono insieme all’Iraq il Medio Oriente intero. Nel 2011 volevano cacciare Assad che è ancora al suo posto.

Nel 2019 hanno detto di avere sconfitto l’Isis ma il terrorismo prosegue e forse gli Usa tengono in vita Al Baghdadi perché gli serve contro l’Iran. Adesso tocca al Venezuela essere travolto dalla propaganda americana. Prima o poi, si spera, si sveglieranno anche quelli che dormono nella nostra cabina di regia.

*Post Facebook del 2 maggio 2019

Notizia del: 02/05/2019

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