L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 15 maggio 2019

Automobili a Idrogeno - ci prendono ancora in giro se dobbiamo riconvertire il parco macchine e metterci soldi per la distribuzione è l'ora dell'idrogeno e non del veicolo elettrico

Consigli utili per non far sbandare il mercato dell’auto. Le tesi di Anfia, Federauto e Unrae

14 maggio 2019


Chi c’era e che cosa si è detto al convegno “Mobilità sostenibile: quali scelte nella transizione” organizzato da Anfia, Federauto e Unrae

Si è svolta oggi pomeriggio a Verona, nell’ambito dell’Automotive Dealer Day, il convegno “Mobilità sostenibile: quali scelte nella transizione”, organizzato da Anfia, Federauto e Unrae con l’obiettivo di affrontare congiuntamente il tema della mobilità sostenibile nell’attuale contesto, caratterizzato, per il settore automotive, da complesse sfide tecnologiche e regolamentari.

I presidenti delle associazioni coinvolte – Paolo Scudieri (Anfia), Adolfo De Stefani Cosentino (Federauto) e Michele Crisci (Unrae) – hanno portato all’attenzione di una platea di giornalisti, operatori del settore e soggetti istituzionali le loro analisi dello scenario presente e futuro, evidenziando criticità e proposte di policy coordinate, da sviluppare e attuare attraverso una costruttiva collaborazione con le istutituzioni competenti, che ponga al centro una visione strategica della mobilità.

CHE COSA HA DETTO ANFIA

“Una delle sfide di maggior impatto per la filiera industriale automotive è la riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli nuovi dell’UE – ha dichiarato Paolo Scudieri – In 22 anni, dal 1995 al 2017, in UE, le emissioni delle auto sono diminuite del 36%. E’ impressionante che in soli 2 anni, dal 2018 al 2020, sia richiesto ai produttori un ulteriore decremento del 20%. I target UE al 2025 e al 2030 potranno essere raggiunti solo attraverso la vendita di una consistente quota di veicoli elettrificati – si prevede un parco di veicoli elettrici vicino ai 6 milioni al 2030, implicando una rapida infrastrutturazione (1 colonnina ogni 10 veicoli) – il che significa convertire le produzioni investendo ingenti risorse”.

LE PAROLE DI SCUDIERI

Per “salvaguardare la competitività e l’occupazione della filiera – ha aggiunto Scudieri – è fondamentale accompagnarla nella transizione con interventi mirati. Supportare l’innovazione e la digitalizzazione dei sistemi produttivi, anche modificando il regime fiscale sulle spese di ricerca e sviluppo e incentivare i processi di aggregazione tra operatori appartenenti a supply chain tradizionalmente separate, rappresentano interventi chiave”.

LE SPERIMENTAZIONI

Un altro importante fattore di competitività – ha detto il presidente dell’Anfia – è la sperimentazione delle tecnologie della guida autonoma sul territorio, come sta avvenendo in Campania grazie al progetto Borgo 4.0, voluto da ANFIA e supportato dalla Regione come prima piattaforma di ricerca in campi applicativi complementari. Sul fronte del capitale umano, è indispensabile lavorare all’evoluzione dell’offerta di servizi formativi, con indirizzi di studio rispondano alle rinnovate esigenze del settore, nonché favorire la riqualificazione del personale, anche introducendo un adeguato regime fiscale dei costi legati alla formazione”.

IL NODO FISCALITA’

Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, ha sottolineato che è “indispensabile rivedere la fiscalità automotive che influisce sulle scelte di acquisto di imprese, professionisti e famiglie. Nel nostro Paese la percentuale di deducibilità dal reddito imponibile per le auto utilizzate da imprese e professioni è limitata al 20%, mentre nei principali Paesi UE tali aliquote arrivano al 100%; in Italia l’IVA è detraibile solo al 40% mentre in tutti gli altri Paesi UE è totalmente detraibile”.

GLI AUSPICI DI FEDERAUTO

Inoltre, secondo De Stefani Cosentino, “la duplicazione d’imposta che subiscono i Dealer quando acquistano un’autovettura usata da un soggetto che ha detratto l’IVA parzialmente (il 40%) non è accettabile e penalizza ingiustamente le nostre aziende. È auspicabile un intervento complessivo sulla fiscalità che miri ad allineare progressivamente l’Italia agli altri Paesi UE e preveda l’introduzione della formula, già positivamente sperimentata in altri ambiti, del credito di imposta sull’acquisto del nuovo abbinato alla rottamazione di autovetture vecchie e per i lavori documentati di manutenzione e riparazione, al fine di favorire la sostituzione dei veicoli più inquinanti, l’emersione della base imponibile connessa alle attività del post-vendita ed un parco circolante con sistemi di sicurezza attiva e passiva adeguati”.

CHE COSA HA DETTO CRISCI

Michele Crisci di Unrae ha detto che “per incidere efficacemente sulla qualità dell’aria nelle nostre città e sulla sicurezza stradale sia sempre più urgente intervenire sul rinnovo del parco circolante: occorre favorire la rottamazione di vetture inquinanti e poco sicure, sostituendole con veicoli di ultima generazione in un’ottica di neutralità tecnologica, e dare fine alle incomprensibili campagne ideologiche di “demonizzazione” sul diesel, che ad oggi non hanno portato alcun risultato positivo ed hanno anzi causato un aumento delle emissioni di CO2. L’UNRAE sostiene, quindi, che, evitando ogni tipo di ulteriore gravame fiscale sul settore automobilistico già enormemente vessato, così come recentemente avvenuto con l’introduzione del c.d. “malus”sui veicoli nuovi, il Governo e le Amministrazioni centrali e locali dovrebbero occuparsi prioritariamente di rinnovare il vetusto parco auto italiano, con provvedimenti ragionati, bilanciati e strutturali”.

LE PROPOSTE DI UNRAE

Per questo l’Unrae propone di: “favorire la rottamazione di vecchie auto ante Euro 4 con la concessione di un’agevolazione statale quale il credito di imposta (così come avviene per le ristrutturazioni edilizie); – investire sulle infrastrutture di ricarica (gas, elettrico e idrogeno) e sulle smart road; – creare una Cabina di Regia inter-istituzionale per delineare una strategia concreta e sostenibile con l’obiettivo di conseguire soluzioni utili all’ambiente, alla sicurezza dei cittadini, alla vitalità del settore automotive e in ultima istanza all’intero sistema economico nazionale”.


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