L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 31 maggio 2019

Diego Fusaro - L'Unione Europea è un sicario ben addestrato da cui dobbiamo tutelarci

Diego Fusaro denuncia: ‘Ue distruggerà i risparmi bancari degli italiani’ 

Il filosofo cita un recente documento del Parlamento europeo per accusare l’Ue di voler mettere le mani nei conti bancari delle famiglie italiane.

di Domenico Camodeca (articolo) e Gianna Sassu (video)
29 maggio 2019 15:29


L’Unione europea sarebbe pronta a mettere letteralmente le mani nelle tasche delle famiglie, anche italiane, andando direttamente a prelevare denaro contante dai loro conti bancari allo scopo di finanziare un “aumento degli investimenti sui mercati dei capitali”. È questo il contenuto della clamorosa denuncia fatta oggi da Diego Fusaro, il giovane filosofo di formazione marxiana e gramsciana, considerato però l’aedo del sovranismo culturale italiano.

Fusaro utilizza le pagine del suo blog personale per puntare nuovamente il dito contro le istituzioni di Bruxelles che, nonostante l’esito del voto delle recenti elezioni Europee (che ha appunto visto crescere i movimenti cosiddetti ‘sovranisti’), rappresenterebbero comunque una minaccia per i cittadini delle diverse nazioni che compongono l’Ue, italiani compresi. Il rischio, questo il grido di dolore del filosofo, è la distruzione dei nostri risparmi.

Diego Fusaro accusa l'Ue: vogliono distruggere i risparmi degli italiani

Fusaro sul suo blog torna ad attaccare ‘l’euro-dittatura’

‘Ecco come la Ue distruggerà i risparmi degli italiani’. Non usa preamboli Diego Fusaro per introdurre il tema del suo breve post, pubblicato oggi, 29 maggio, sul suo blog diegofusaro.com. La tesi del filosofo di simpatie hegeliane è, per la verità, abbastanza ardita, anche se non è certo la prima volta che i suoi strali vengono rivolti contro l’essenza stessa dell’Unione europea così come è costituita oggi.

A sostegno della sua gravissima accusa, Fusaro porta solo una breve ma significativa frase, estratta da un documento ufficiale approvato dal Parlamento europeo il 4 aprile scorso. “Le famiglie dell’Unione figurano tra i più grandi risparmiatori al mondo - si legge nel breve estratto condiviso da Fusaro - ma buona parte di tali risparmi è ferma in conti bancari a breve scadenza. Un aumento degli investimenti sui mercati dei capitali può contribuire a rispondere alle sfide rappresentate dall’invecchiamento della popolazione e dai bassi tassi di interesse”.

Il commento del filosofo è criptico e telegrafico: “Avete capito bene?”. Una domanda retorica che, logicamente, contiene già la risposta: ‘Si, l’Ue vuole prendersi i nostri soldi depositati in banca’.
Il documento del Parlamento europeo citato dal filosofo

Naturalmente, l’accusa di Diego Fusaro è tutta da dimostrare sul campo, considerato che il documento di cui sopra è molto lungo ed articolato e non si tratta certo di una legge già in vigore nella Ue, ma solo di un passaggio burocratico parlamentare.

Comunque sia, si tratta della ‘Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 4 aprile 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul prodotto pensionistico individuale paneuropeo (PEPP)’. Come si può intuire, non certo una materia così masticabile dal comune cittadino. La frase incriminata condivisa da Fusaro si trova esattamente al primo posto della lista della posizione espressa dal Parlamento Ue in prima lettura.

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