L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 maggio 2019

Energia pulita - dare una scossa all'economia si può, investiamo massicciamente sull'eolico offshore, sul solare, sull'idrogeno

Investimenti rinnovabili, in Asia Pacifico supereranno quelli dell’upstream

India, Australia, Giappone, Vietnam e Corea del Sud saranno i mercati più appetibili per le energie verdi della Regione. Il report di Rystad Energy


Pubblicata l’analisi degli investimenti rinnovabili nella regione Asia-Pacifico

(Rinnovabili.it) – Entro il 2020 gli investimenti rinnovabili nella regione Asia-Pacifico supereranno quelli diretti nelle attività di ricerca ed estrazione di gas e petrolio. A riferirlo è Rystad Energy, società di ricerca indipendente che ha voluto analizzare da vicino il futuro prossimo delle fer asiatiche. L’analisi, va premesso, esclude volontariamente la Cina, oggi primo Paese al mondo per appeal finanziario “verde” e per questo motivo in grado influenzare pesantemente il quadro complessivo. Eppure, anche tolto il gigante asiatico dall’equazione, le energie pulite continuano ad avere un ruolo di primo piano.

Secondo gli analisti, infatti, le spese in conto capitale (capex) delle rinnovabili sono destinate ad aumentare progressivamente, crescendo di altri 30 miliardi di dollari nella regione già entro la fine del 2020 e segnando per la stessa data il superamento dell’upstream fossile. E per il 2025 il capex delle rinnovabili dovrebbe raggiungere un totale di 50 miliardi di dollari.

A concentrare i nuovi investimenti saranno soprattutto India, Australia, Giappone, Vietnam e Corea del Sud, realtà in cui le politiche governative stanno supportando il settore. “È importante sottolineare come la maggior parte (di questi paesi) abbia grandi obiettivi che definiscono l’inclusione di fonti di energia rinnovabile all’interno dei rispettivi mix energetici, con corrispondenti politiche di sostegno”, ha affermato Gero Farruggio, responsabile Energie Rinnovabili a Rystad.


In Australia ad esempio, ci sono oltre 105 GW di progetti verdi in cantiere, tra impianti eolici, fotovoltaici e sistemi di stoccaggio e sebbene la nazione si trovi ancora di fronte ad alcune sfide infrastrutturali (in primis quelle poste dalla rete di distribuzione), la fiducia degli investitori è elevata. A cambiare è l’orientamento stesso del mercato. Gli analisti sono, infatti, convinti che saranno le stesse major petrolifere i principali sviluppatori di energie rinnovabili in Australia. “Le società dell’upstream guideranno l’attacco, costruendo grandi portafogli societari dedicati allo storage, il solare e l’eolico offshore. I pannelli solari, le batterie agli ioni di litio e le turbine saranno presto segmenti convenzionali dei servizi sul campo petrolifero australiano”, ha aggiunto Farruggio.


Anche la crescita verde dell’energia indiana presenta dimensioni significative e per gli analisti rappresenta oggi un settore da sorvegliare attentamente. Ecco perché, conclude, Farruggio “non sorprende che Malesia Petronas e Shell abbiano iniziato a muoversi nello spazio industriale e commerciale delle green energy indiane”.

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