L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 maggio 2019

Energia pulita - L'Italia può produrre tanto idrogeno da essere autonoma ed indipendente a livello energetico e deve puntare sulle automobili funzionanti con questo gas

ArticoloSydney, 8 aprile 2019

L’Australia si candida a primo esportatore mondiale d’idrogeno

Il Paese inizia a portare fuori dai suoi confini l’idrogeno verde, consolidando il ruolo di esportatore nel settore del gas


Attuale produzione di idrogeno in Australia

Attivo il primo impianto pilota che, tramite l’energia solare, produce idrogeno e lo converte in una forma sicura per il trasporto

(Rinnovabili.it) – Nuova pietra miliare nella storia energetica dell’Australia. Lo scorso 4 aprile la nazione ha effettuato la prima esportazione di idrogeno verde, ossia prodotto dall’elettrolisi dell’acqua sfruttando le energie rinnovabili. Il progetto ha coinvolto due università e la JXTG, il più grande conglomerato petrolifero del Giappone, e, nonostante si tratti solo di un test di proof of concept, ha un’importanza unica e per più motivi. L’Australia sta preparando una nuova strategia in termini di esportazioni di gas. In questo contesto il vettore energetico potrebbe offrire un potenziale significativo per il Paese contribuendo con 1,7 miliardi di dollari all’anno all’economia nazionale. A sostenerlo è un rapporto pubblicato dall’agenzia australiana per le energie rinnovabili (ARENA) secondo cui le pregresse esperienze con l’LNG, le infrastrutture nazionali e la particolare posizione, sono tali da permettere alla nazione di diventare il primo esportatore al mondo di idrogeno. Il documento identifica il Giappone, la Cina, La Corea del Sud e Singapore come potenziali mercati entro il 2025. D’altra parte la produzione ha già messo radici sul territorio australiano mentre la tecnologia per sfruttare il vettore in quanto tale, langue.

Portare all’estero il carburante significa però risolvere diverse sfide legate al trasporto di questo gas, in termini di costi, efficienza energetica, purezza e riduzione al minimo delle perdite. L’iniziativa firmata JXTG ha permesso di sciogliere almeno in parte questi nodi. I ricercatori della società hanno utilizzato la centrale fotovoltaica a concentrazione della Queensland University of Technology, per alimentare l’impianto pilota: qui l’idrogeno prodotto dall’acqua è legato ad una sostanza chimica chiamata toluene, convertendo il tutto in metilcicloesano (MCH), composto oleoso che può facilmente essere trasportato in autocisterne convenzionali ed oleodotti. Una volta giunto a destinazione, l’idrogeno e viene estratto dall’MCH e il toluene può essere riutilizzato nel ciclo di trasporto.

“Il successo dell’export dimostrativo di idrogeno rinnovabile all’estero è un primo passo emozionante nella produzione e commercio di idrogeno su larga scala in futuro”, ha commentato il Premier del Queensland, Annastacia Palaszczuk. “Esprimo il mio plauso ai partner del progetto per aver reso tutto ciò realtà”.

Va ricordato come all’inizio di quest’anno, il Partito laburista australiano abbia pubblicato un piano nazionale sull’idrogeno, che prevede 1 miliardo di finanziamenti a progetti di idrogeno pulito e ben 100 milioni in sussidi ARENA per le infrastrutture di rifornimento. Il documento prevede anche di trasformare il porto del Queensland da scalo del carbone a “hydrogen hub” nazionale.

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