L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 16 maggio 2019

La guerra si avvicina - Gli Stati uniti vogliono attaccare l'Iran che chiaramente è determinata a difendersi e rispondere a ogni tipo di agressione

Iran: Giappone preoccupato per tensioni

Ministro Esteri iraniano Zarif a Tokyo cerca il dialogo

© ANSA/AP
Redazione ANSATOKYO

16 maggio 201912:23

(ANSA) - TOKYO, 16 MAG - Preoccupazione per l'inasprirsi della crisi diplomatica nel Golfo Persico è stata espressa dal premier giapponese Shinzo Abe nell'incontro di oggi a Tokyo con il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif. Da parte sua, il responsabile della diplomazia di Teheran ha ribadito i rapporti di amicizia e cooperazione tra i due Paesi, affermando che il suo Paese non sarà il responsabile di un'eventuale escalation delle tensioni nell'area.

L'Iran ha comunque sottolineato, è determinato a difendersi e rispondere a ogni tipo di aggressione.

Nel corso dell'incontro è stato discusso anche l'accordo sul nucleare firmato nel 2015, e la possibilità per la comunità internazionale di mantenerlo in vigore.

La visita di tre giorni nella capitale nipponica è stata organizzata per tentare di raccogliere frettolosamente consensi da parte dei Paesi considerati amici, alla luce delle tensioni con gli Stati Uniti.

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