L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 maggio 2019

Rita Katz è la portavoce delle Consorterie Guerrafondaie Statunitensi Ebraiche Wahabite che hanno ideato la Strategia del Caos e del Terrore attraverso lo strumento dell'Isis/al Qaeda

RIECCO IL “CALIFFO”. TUTTO FALSO. SOLO IL PERICOLO E’ VERO.

Maurizio Blondet 30 Aprile 2019 

Ben pasciuto, riposato e disteso, per nulla provato e smagrito da una guerra che ha perduto rovinosamente (ancora poche settimane fa lo si dava nell’ultima trincea dell’ISIS a Baghouz a morire con gli ultimi fedelissimi; i kurdi gareggiavano con l’esercito siriano per catturarlo, si diceva) è riapparso Al Baghdadi.

Spero che nessuno abbia ancora il minimo dubbio: questo personaggio, selezionato dagli americani ad Abu Ghraib, è stato messo a capo di un’armata di guerriglia e terrore per l’occupazione della Siria, pagato dal regno wahabita, addestrato da Cia, NATO e Mossad, nell’ambito dell’operazione CIA chiamata “Timber Sycamore”, su cui sono stati scritti libri; al più ampio scopo del cosiddetto Piano Kivunim, la creazione di una zona di vastissima instabilità, degrado morale e materiale, e terrore islamista attorno alla “sola democrazia del Medio Oriente”.


I dirigenti di questa armata chiamata ISIS sono stati continuamente sostenuti dalle armi USA, anche dall’US Air Force con bombardamenti mirati contro le truppe del governo legittimo di Damasco; quando erano in difficoltà, elicotteri Usa sono arrivati ad esfiltrarli.


Come dice Thierry Meyssan, che scrive da Damasco ed ha entrature nell’intelligence musulmana anti-jihadista (Siria, Iran, Hezbollah, Mosca…) se “Al Qaeda è una forza paramilitare suppletiva della NATO, Daesh è un esercito di terra alleato ,finanziato ed armato direttamente dagli Stati Uniti – e nato per amministrare un territorio, il Sunnistan o Califfato, che avrebbe dovuto separare l’Iraq dalla Siria”, in funzione anti-sciita – ossia per rompere la continuità territoriale e quindi logistica fra sciiti iracheni e siriani , secondo la volontà di Sion.

Ora questo “califfo”, che è stato debellato ed ha perso almeno 80 mila uomini, jihadisti raccolti ed arruolati da tutto il mondo, Cina ed Europa compresa, addestrati e pagati dagli occidentali, compare come niente fosse, ingrassato, sotto il logo del SITE di Rita Katz, e annuncia una guerra di logoramento contro “I crociati”; riceve il giuramento di lealtà da presunti sudditi dell’ISIS venuti dal Mali, Burkina, Afghanistan e Sri Lanka che appaio nel video a volto coperto, secondo la nuova moda Katz; dice che la strge di Sri Lanka è stata la rappresaglia per Baghouz, l’ultima trincea dell’ISIS in Siria…Il video è pesantemente editato con tagli e cuci, e realizzato apparentemente in più riprese. La voce fuori campo che annuncia la strage di Sri Lanka sembra aggiunta dopo.


IS leader Abu Bakr #AlBaghdadi claims that members of his group were responsible for the Easter attacks in #SriLanka



In one of his rare appearances since the 2014 famous video at the Nouri Mosque is #Mosul, #IS leader #alBaghdadi comments on latest developments in the region, without going into details, just making it clear the video is recent pic.twitter.com/NjUUhEYLMQ
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Insomma tutto è falso: falso il califfo, falso il video, falso ciò che racconta – tranne il pericolo. Quello è vero. Significa che i burattinai – Israele e Deep State, Regno Saudita – non hanno affatto rinunciato a compiere stragi “islamiste” – firmate Daesh e diffuse da Katz: in tutto il mondo.

“Una campagna di terrore continua, dispersa geograficamente, dopo che non ha più alcun insediamento stabile”, dice il sito di Eliha Magner, il miglior giornalista dell’area. Meyssan concorda: “Essendo stato Daesh privato del proprio territorio, i sopravvissuti di quest’organizzazione non potranno più svolgere il ruolo loro assegnato dagli occidentali, ma soltanto adempiere una funzione comparabile a quella precedente di Al Qaeda: agire come una milizia terrorista.”.

Dal Congo a Sri Lanka – vittorioso e come nuovo

Pensate solo se vi sembra possibile questo: disfatto, con centinaia di migliaia di combattenti perduti, materiale, armamenti e milioni dissipati, apparentemente ridotto a pochi uomini presuntivamente col morale a terra – l’ISIS riappare di colpo, contemporaneamente, sferra due attentati, in due zone del mondo lontanissime fra loro, e dalla sua area: il Congo e Sri Lanka.

In Congo, il 16-17 aprile, la loro agenzia Amaq (ossia rita Katz) annuncia che “combattenti dello Stato Islamico” hanno partecipato all’assalto di una caserma nel Nord Kivu, e annunciato che lo stato congolese è una nuova zona del suo califfato i Africa centrale, in realtà avrebbe agito in appoggio di una milizia musulmana ugandeze ribelle, le Allied Democratic Forces.

A Pasqua, l’attacco alle chiese cattoliche e agli alberghi di Sri Lanka: operazione-massacro che dimostra la disponibilità di dozzine di kamikaze, quintali di esplosivo militare, ufficiali di collegamento e coordinazione fuori area, ampie coperture, e – non trascurabile – la disponibilità di milioni di dollari, perché gesti del genere non hanno nulla di improvvisato e volontaristico, e costano.

Ora, se voi credete che sia Al Baghdadi, che sia l’ISIS appena disfatto in Siria, senza l’aiuto USrael-Saudita, in grado di far questo, ho una fontana di Trevi da vendervi, come Totò in un famoso film-

Solo che non c’è niente da ridere. I mandanti ed organizzatori, che stanno tra Washington, Tel Aviv e Ryad, sono perfettamente in grado di seminare sangue e firmarlo “ISIS” e farlo dichiarare in video dal pingue califfone, creando il clima desiderato di anti-islamismo che serve a far sentire gli europei assediati più di quello che sono, e far loro accettare una nuova guerra per Sion (Hezbollah, Iran, Siria di nuovo) o semplicemente far regnare il terrore in Europa per la loro strategia della tensione.

Nel video, ad un certo punto, uno dei mascherati passa al califfone un fascicolo su cui è scritto Wilayat Turchia: un attentato in Turchia potrebbe insegnare una lezione islamista a Erdogan, sgradito agli USA e alla NATO per via della sua insubordinazione all’alleanza. Al BAghdadi ha detto anche che attaccherà la Francia…

Sul dossier c’è scritto “Turchia”…Erdogan sarà punito.

Ora, conviene ricordare che poco tempo fa, a febbraio, il governo francese stava per rimpatriare centinaia di terroristi e guerriglieri dell’ISIs, di nazionalità francese, sconfitti e prigionieri di curdi e siriani, di nazionalità francese, ed ha per il momento soprasseduto per lo scandalo che ciò ha fatto detonare sul web: ma evidentemente Parigi sente un obbligo di assistenza e protezione verso questi giovani dal passaporto nazionale – perché li ha arruolati e mandati a uccidere e farsi ammazzare in Siria. Dopotutto, “sul terreno Al Qaeda fa un buon lavoro”, disse il ministro degli esteri d i allora, Laurent Fabius. Meyssan aggiunge che attualmente, “incapaci di rompere con questi alleati di circostanza, Germania e Francia se ne sono fatte carico in termini umanitari, di alimentazione e sanitari. Quando gli europei oggi parlano di aiuto ai rifugiati siriani, si deve intendere il sostegno ai membri di Al Qaeda, che generalmente non sono né civili né siriani. Tutto sommato, finché Germania e Francia manterranno i mercenari di Al Qaeda a Idlib, il ritiro dei soldati USA dalla Siria non modifica di molto la situazione”.

Non so dove lorsignori faranno il prossimo attentato islamico. E’ possibile che sia in Europa. E’ possibilissimo che siano musulmani che vivono qui a farlo, siano immigrati recenti o di terza generazione. Ignari di fare il gioco del nemico che li ha manipolati dal 2001. Perché l’Islam in terra straniera ha “un problema” o due. Non riconosce che quello che vige e domina oggi, è il wahabismo: una scheggia impazzita resa forte dai miliardi sauditi, la potremmo definire una eresia fanatica e demente – i wahabiti sono convinti che non solo i cristiani, ma quasi tutti gli altri musulmani siano traditori della Unicità, e degni di decapitazione – ma purtroppo nell’Islam non c’è alcuna autorità autorizzata a pronunciarsi in tema di ortodossia – anche se l’impero ottomano giustamente represse ferocemente il wahabismo. Il secondo “problema” è che nessun musulmano condannerà mai ad alta voce musulmani che uccidono “infedeli”, perché nella Sunna ciò è lodato ed approvato. Così succederà che, se il Califfo chiama, altri loro giovani andranno, si faranno esplodere a Parigi e Berlino o Roma gridando Allahu Akbar, e faranno ancora una volta – l’ennesima – il gioco di Israele che vuole che ogni europeo condivida il terrore e l’odio per i musulmani, che provano loro in Sion. Che è uno dei motivi per cui hanno fatto riapparire Al Baghdadi.

I musulmani hanno un “problema” che dovrebbero riconoscere: ammazzano troppo. Anche i loro.

il terrorismo è diffuso in tutto il Medio Oriente, l’Afghanistan, il Pakistan e alcune parti dell’Africa. Dove c’è l’Islam. 


Morti totali legate al terrorismo dal 2001 al 2017 per le dieci nazioni più colpite dal terrorismo:

1.) Iraq – 65.519 morti

2.) Afghanistan – 31.965 morti

3.) Nigeria – 20.375 morti

4.) Siria – 9.574 morti

5.) Pakistan – 16.773 morti

6.) Somalia – 5.956 morti

7.) India – 8.123 morti

8.) Yemen – 4.633 morti

9.) Egitto – 2.215 morti

10.) Filippine – 2.869 morti

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