L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 18 maggio 2019

Siria - L'Euroimbecillità dell'Unione Europea si manifesta in tutti i suoi atti

La guerra in Siria è finita, ma non per la Ue: rinnovate le sanzioni contro Damasco

venerdì 17 maggio 16:28 - di Antonio Pannullo


Dopo aver vomitato veleno per sette anni contro il legittimo presidente siriano Bashar al Assad, l’Unione europea adesso non sopporta la vittoria di Damasco contro i terroristidell’Isis e fa quello che sa fare meglio: sanzioni. Il Consiglio Ue infatti ha prorogato fino al primo giugno 2020 le sanzioni contro il legittimo governo siriano di Bashar al-Assad, poiché – a suo dire – continua a condurre una politica repressiva contro la popolazione civile. L’istituzione che rappresenta gli Stati membri ha anche rimosso 5 persone decedute e due persone giuridiche dalla lista, che ora comprende 270 persone e 70 società o enti, colpiti dal divieto di viaggiare nell’Ue e dal congelamento dei beni, perché considerati responsabili della repressione contro i civili, di aver beneficiato del regime o di sostenerlo, e/o di essere collegati ai soggetti sanzionati. Le sanzioni includono anche un embargo sul petrolio, restrizioni per determinati investimenti, il congelamento dei beni che la Banca centrale siriana ha nell’Ue e restrizioni all’export di tecnologie ed equipaggiamenti che possano essere utilizzati a fini di repressione interna oppure per monitorare o intercettare le comunicazioni telefoniche o via Internet. L’Ue “rimane impegnata a trovare una soluzione politica credibile e duratura al conflitto” in Siria, sulla base della risoluzione approvata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu. La Ue non si è accorta che il conflitto da lei citato è finito da qualche mese, con la sconfitta dei terroristi islamici a opera del governo siriano e dei suoi alleati curdi e allora contnua la sua guerra personale contro Assad, colpevole agli occhi di Bruxelles di essere vicino alla Russia di Putin, visto dalla Ue come il più grande nemico.

Nessun commento:

Posta un commento