L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 maggio 2019

Stati Uniti - niente è un caso

Mappa degli psicopatici d’America

JAMES HANSEN 30 APRILE 2019

Quello degli Stati Uniti è un mercato chiave per i prodotti design e tra i fattori da tenere in considerazione c’è anche il fatto che molti americani sono psicopatici. La Nota Design a cura di James Hensen

Quello degli Stati Uniti è un mercato chiave per tutti i prodotti del design e per molti altri manufatti. È anche un mercato difficile da comprendere. Molti fattori, come l’enorme dispersione geografica – la distanza tra New York e Los Angeles via aerea è di 3.944 km – e anche le origini etniche e culturali estremamente variegate in un paese popolato da immigrati provenienti da ogni angolo del mondo, combinano ad oscurarne la comprensione.

LA RICERCA SULL’INCIDENZA DELLE PSICOPATOLOGIE NEGLI STATI UNITI

C’è anche il fatto che molti americani sono, come si dice popolarmente, “fuori di testa”. Abbiamo ritenuto pertanto – come servizio ai lettori – di riferire i risultati di una recente ricerca sull’incidenza delle psicopatologie nei 48 stati americani “contigui” – cioè, senza Alaska e Hawaii – che compongono il Paese insieme con il Distretto di Colombia, Washington, la capitale, non compresa nel territorio di uno dei singoli stati federali.

LA CLASSIFICA DEI BIG FIVE

L’autore dello studio, il Dr. Ryan Murphy, della SMU-Southern Methodist University di Houston, ha creato la sua classifica incrociando dati relativi all’incidenza dei “Big Five” tratti di personalità – estroversione-introversione, gradevolezza-sgradevolezza, coscienziosità-negligenza, nevroticismo-stabilità emotiva, apertura mentale-chiusura mentale – con i dati delle popolazioni delle singole unità territoriali. La sua è dunque una misura non del numero degli psicopatici presenti, ma del livello generale di psicopatologia.

WASHINGTON, TERRITORIO PIÙ PSICOPATICO

Ad ogni modo, allarma ma non sorprende sapere che il singolo territorio più “psicopatico” sia la capitale, Washington D.C., seguita poi nell’ordine da Maine, Connecticut, New York e Maryland. I meno psicopatici sono North Carolina, Tennessee, Mississippi, Nebraska e South Carolina – tutte zone piuttosto rurali. Sono risultati compatibili anche con altre ricerche che dimostrano come la vita urbana fa diventare pazzi – o forse solo come i grandi centri attraggono gli svitati…

Pubblicato dalla Nota Design in collaborazione con Intesa Sanpaolo

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