L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 22 giugno 2019

Il fanfulla abbaia alla Luna credendosi un lupo ma è un cane

Tasse, Di Maio punge Salvini: “Bisogna tagliarle veramente, non sui giornali”


21 Giugno 2019 - 17:25 

Dopo che Matteo Salvini ha ribadito come senza un taglio delle tasse è pronto ad abbandonare il governo, è arrivata la replica di Luigi Di Maio: “La Lega ha vinto le Europee, non si può sempre dire che è colpa degli altri”.


La situazione all’interno del governo sta iniziando a diventare paradossale, con Luigi Di Maio che però sceglie l’ironia invece che i toni duri per richiamare all’ordine un Matteo Salvini che sembrerebbe non capire, o meglio far finta di non capire, la complessità dell’attuale momento.

Succede quindi che in una giornata dove il premier Giuseppe Conte si è visto rispondere in Europa che, per evitare la procedura d’infrazione, l’Italia dovrà fare una manovra correttiva e non soltanto portare in dote qualche miliardo trovato nel cassetto, il leader della Lega continua a ripetere il suo mantra del o si tagliano le tasse oppure saluto il governo.

“Tagliare le tasse è come la pace nel mondo, tutti la vogliono - è stata la replica di Luigi Di Maio come riporta l’agenzia Agi - Il tema è che bisogna tagliarle non sui giornali ma veramente”.

Più in generale il capo politico dei 5 Stelle vuole cercare di stanare Salvini che, in una situazione complicata per l’esecutivo, si comporta come se stesse “all’opposizione e non al governo”.
Tasse, Di Maio replica a Salvini

Fin dalla nascita del governo del cambiamento i 5 Stelle hanno avuto uno spiacevole sentore: un doppio gioco della Lega che punta a far ricadere tutte le problematiche sulle spalle del Movimento e, contemporaneamente, cercare di portare a casa quanti più provvedimenti possibile.

Questo perché i pentastellati, forti della maggiore rappresentanza parlamentare, hanno espresso (anche se tecnico) il Presidente del Consigliooltre ad aver ottenuto quasi tutti i ministeri più importanti, eccezion fatta per l’Interno finito a Matteo Salvini.

In sostanza nel primo anno è stato un governo più giallo che verde ma, dopo le elezioni europee, la Lega ha chiesto più spazio iniziando a imporre la propria agenda programmatica agli alleati grillini.

“La Lega ha vinto le europee, sembra che stia all’opposizione e non al governo, non si può sempre dire che è colpa degli altri - è stata la tirata d’orecchie da parte di Di Maio - Salvini non può dire o mi trovate i 10 miliardi o me ne vado”.

In sostanza la Lega nella partita del governo con l’Europa sembrerebbe volersi tirare fuori, lasciando in prima linea il premier Conte e il ministro Tria per far cadere su di loro ogni responsabilità in caso di fallimento.

Salvini quindi come non curante di quanto sta accadendo a Bruxelles parla solo di riforma fiscale. “Io voglio abbassare le tasse - ha continuato Di Maio - ma dobbiamo lavorare seriamente perché dobbiamo fare una legge di Bilancio che deve soddisfare le richieste dei cittadini”.

L’invito del leader 5 Stelle quindi appare essere molto chiaro: Matteo Salvini deve prendersi le sue responsabilità e lavorare in sinergia con il governo, senza fare infantili aut aut visto il momento più che delicato per il paese.

Proposte concrete invece di continue dichiarazioni, questo è quello che Di Maio chiede all’alleato, ma Salvini finché riesce a far passare i propri provvedimenti senza esporre la Lega alle critiche di governo difficilmente cambierà strategia.

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