L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 19 giugno 2019

La guerra si avvicina velocemente - Gli statunitensi ci spieghino quali sono i loro interessi nel Medio oriente che sono minacciati dall'Iran

STATI UNITI
Altre truppe per affrontare la minaccia iraniana

Mille soldati americani saranno inviati in Medio Oriente a scopo difensivo - L’annuncio del segretario alla Difesa Shanahan: «L’intelligence ci riferisce di minacce agli interessi statunitensi nell’area»

di ats 18 giugno 2019 , 07:47 Politica

(Foto Keystone)

NEW YORK - «Ho autorizzato ulteriori 1.000 truppe per scopo difensivo per affrontare le minacce in Medio Oriente» su richiesta del Central Command. Lo afferma il segretario alla Difesa pro tempore americano Patrick Shanahan. «I recenti attacchi iraniani validano l’intelligence che abbiamo ricevuto sul comportamento ostile delle forze iraniane, che minacciano il personale e gli interessi americani nell’area», aggiunge Shanahan. L’annuncio arriva dopo gli attacchi alle petroliere nel golfo dell’Oman, la cui responsabilità l’amministrazione americana ha subito addossato a Teheran, e nel giorno in cui il regime degli ayatollah ha annunciato che entro dieci giorni l’Iran supererà il limite delle riserve di uranio a basso arricchimento consentito dall’accordo sul nucleare del 2015. Lo ha riferito il portavoce della Agenzia iraniana per l’energia atomica, Behrouz Kamalvandi, durante una visita di giornalisti locali al reattore ad acqua pesante di Arak, mostrata in diretta dalla tv di Stato.

Usa e Iran? «Si va verso uno scontro»

Gli Stati Uniti e l’Iran stanno andando verso uno scontro. Lo afferma un alto funzionario iraniano parlando con la Cnn. «Ci si sta avviando verso un confronto e questa è una cosa seria per tutta la regione. Mi auguro che a Washington si proceda con cautela e non si sottovaluti la determinazione dell’Iran» ha detto l’ambasciatore iraniano in Gran Bretagna, Hamid Baeidinejad, in un’intervista alla Cnn, negando che ci sia l’Iran dietro all’attacco delle petroliere nel Golfo dell’Oman.

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