L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 18 giugno 2019

MiniBot - Governo pagliaccio non vuole pagare le imprese che danno/hanno dato merci e servizio allo stato. Mozione parlamentare ignorata


M5S: reggere fino al 20 luglio per evitare il voto a settembre. Di Battista: “Lega cerca pretesto per far cadere il governo”

18 Giugno 2019 - 11:29 

Passato il 20 luglio non ci saranno più i tempi tecnici per un voto a settembre: il Movimento 5 Stelle è pronto ad assecondare la Lega per evitare elezioni nel 2019, ma per Di Battista il Carroccio è alla ricerca di un pretesto per far cadere il governo.


C’è una data che nelle stanze del Movimento 5 Stelle è segnata con il circoletto rosso: quella del 20 luglio, deadline dopo di che non ci saranno più i tempi tecnici per un voto a settembre ovvero l’ultima finestra utile per delle elezioni anticipate in questo 2019.

In autunno infatti con la legge di Bilancio da dover prima imbastire e poi approvare, sarebbero impensabili delle elezioni viste le gravi conseguenze che questa scelta potrebbe comportare per il paese.

L’obiettivo dei pentastellati sarebbe quello di cercare di assecondare il più possibile la Lega sulla Flat Tax, per non dare quindi agli alleati del Carroccio un alibi per scatenare una crisi di governo.

A riguardo, intervistato da Marco Travaglio non ha usato mezze parole Alessandro Di Battista per evidenziare questo pericolo “Salvini cerca il pretestoper far cadere il governo”, con il timore che comunque è molto diffuso tra le fila dei 5 Stelle.
I 5 Stelle temono la crisi di governo sulla Flat Tax

Matteo Salvini ormai è tirato per la giacca da più parti. In casa Lega infatti sarebbero tanti i falchi, il potente Giancarlo Giorgetti in primis, che spingono per staccare la spina dopo poco più di un anno al governo Conte.

Dal centrodestra poi non passa giorno che non ci sia un ammiccamento da parte dei vari Berlusconi, Meloni o Toti verso il Carroccio, anche se proporre di nuovo una coalizione non è una cosa che entusiasma il vicepremier.

Di certo c’è che ora, dopo il risultato delle elezioni europee, Matteo Salvini ha rotto gli indugi all’interno della maggioranza gialloverde dettando quella che deve essere secondo lui l’agenda di governo. Un concetto questo ribadito anche nella visita negli Usa.

La parola d’ordine in casa Lega quindi si chiama Flat Tax, proposta che fa parte del contratto di governo ma che non fa impazzire i pentastellati e il premier Conte. Per non dare nessun appiglio a Salvini, i 5 Stelle adesso sono pronti però ad avallare la tassa piatta (al 15% solo per i redditi inferiori ai 55.000 euro).

Fino al 20 luglio il motto del Movimento sarà dunque Resistere, resistere, resistere... cercando così di non fornire agli alleati il perfetto casus belli per far cadere il governo. Superata quella data, i gialloverdi poi dovranno andare avanti insieme almeno fino al nuovo anno.

Oltre alla Flat Tax, Salvini però dopo il decreto Sicurezza Bis potrebbe incassare altri via libera da parte dei grillini: il piatto forte sarà la linea della politica estera(più Usa e meno Cina) e il rapporto con l’Europa, con la Lega che vuole andare allo scontro con Bruxelles mentre Conte è molto più prudente a riguardo.

Da parte loro, i 5 Stelle sperano di portare a casa il salario minimo e il taglio dei parlamentari, ma visto il clima di grande incertezza il governo naviga a vista in attesa della burrasca prevista a partire da inizio luglio, quando l’Ecofin si pronuncerà sull’apertura della procedura d’infrazione decisa dall’Europa nei confronti dell’Italia.

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