L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 22 giugno 2019

Ossezia - La Russia non può dimenticare

SABATO 22 GIUGNO 2019
La Russia fa sul serio con la Georgia

Putin ha vietato a tutte le compagnie aeree russe di volare da e verso il paese del Caucaso: c'entrano alcune proteste contro un deputato russo, ma non solo

 
Vladimir Putin (AP Photo/Alexander Zemlianichenko)

Venerdì il presidente russo Vladimir Putin ha approvato un decreto per vietare a tutte le compagnie aeree russe di volare da e verso la Georgia, paese del Caucaso con cui la Russia combatté una guerra nel 2008. Nel decreto, adottato formalmente per proteggere «la sicurezza nazionale della Federazione Russa», è anche previsto il ritorno dei cittadini russi attualmente in Georgia e la raccomandazione ai tour operator russi di non mandare i propri clienti nel paese.

La mossa di Putin, definita dal giornalista Andrew Roth del Guardian «una seria escalation di tensione tra i due paesi, è arrivata il giorno dopo le proteste antirusse tenute al Parlamento di Tblisi, la capitale della Georgia, contro il deputato russo Sergei Gavrilov.

Le proteste erano iniziate su invito dei parlamentari dell’opposizione georgiana, filoeuropeisti, che avevano ritenuto inappropriato lo spazio concesso a Gavrilov nel Parlamento: il problema è che Russia e Georgia sono ancora in conflitto in merito allo status dell’Abkhazia e dell’Ossezia, due regioni la cui indipendenza è riconosciuta da alcuni stati membri dell’ONU – soprattutto dalla Russia, che nel 2008 le occupò militarmente – ma che la Georgia rivendica come parte integrante del proprio stato. Durante il discorso di Gavrilov, fuori dal Parlamento c’erano stati scontri tra polizia e manifestanti: la polizia aveva usato gas lacrimogeni, proiettili di gomma e cannoni ad acqua per disperdere la folla, e circa 200 persone erano state ferite.

Venerdì sera c’è stata una nuova manifestazione a Tblisi, per chiedere elezioni anticipate e le dimissioni immediate del ministro dell’Interno, ritenuto responsabile dell’invito a Gavrilov. Il governo russo ha reagito con rabbia alle proteste, definendo quello che era successo «una provocazione antirussa». L’obiettivo del decreto approvato da Putin venerdì è di colpire pesantemente l’industria del turismo della Georgia, che nel 2018 ha inciso per il 7,6 per cento sul PIL nazionale.

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