L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 20 giugno 2019

Rai via le mani rapaci dei partiti dall'azienda, ma la Lega dei fanfulla ne sarà capace?

Rai, Luigi Di Maio: “Fuori i partiti dalla Tv pubblica oppure tagliamo il canone agli italiani”

Il capo politico del Movimento 5 Stelle è tornato su un tema caro al suo partito: “Serve subito approvare una legge per spezzare il legame tra la politica e la Rai – ha annunciato Luigi Di Maio – La tv pubblica è dei cittadini, che pagano il canone, non dei politici. O approviamo subito la nostra legge oppure tagliamo il canone”
 
Politica italiana
19 giugno 2019 10:31
di Tommaso Coluzzi


"Serve subito approvare una legge per spezzare il legame tra la politica e la Rai". Luigi Di Maio è tornato a parlare di un tema storico portato avanti dal Movimento 5 Stelle, con lo slogan ‘fuori i partiti dalla tv pubblica‘. "Il M5S ne ha una già depositata, che siamo pronti a discutere – ha spiegato il ministro del Lavoro – La tv pubblica è dei cittadini, che pagano il canone, non dei politici". Secondo Di Maio "è ingiusto che paghino per tenerla in piedi così". Quindi, ha annunciato il capo politico del Movimento, "approviamo subito la nostra legge, a firma Liuzzi, che punta a spezzare il cortocircuito tra politica e servizio pubblico, premiando il merito e la trasparenza". Altrimenti c'è solo un'alternativa per il partito pentastellato: "Tagliare il canone agli italiani". O l'una o l'altra, perché "la riforma della Rai è nel contratto di governo".
Cosa dice la proposta del Movimento 5 Stelle sulla Rai

Commissari eletti dalla Camera e dal Senato e non solo, tra le novità inserite nella proposta del Movimento 5 Stelle per riformare la Rai ci sono diversi punti che mirano a proteggere la radiotelevisione italiana da potenziali influenze politiche:

Non possono essere nominati componenti dell’Autorità i soggetti che nei cinque anni precedenti alla nomina abbiano ricoperto cariche di governo o cariche politiche elettive a livello nazionale o regionale.

Fuori, di fatto, chiunque abbia ricoperto cariche politiche nei 5 anni precedenti a qualsiasi livello se non comunale.

A pena di decadenza, i componenti dell’Autorità non possono esercitare, direttamente o indirettamente, alcuna attività professionale o di consulenza, essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o privati né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura, compresi gli incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti politici, né avere interessi diretti o indiretti nelle imprese operanti nel settore di competenza della medesima Autorità. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono collocati fuori ruolo per l’intera durata dell’incarico.

Commissione Vigilanza: No doppio incarico a Foa

La commissione di Vigilanza sulla Rai ha approvato la risoluzione del Movimento 5 Stelle sull’incompatibilità del doppio incarico di Marcello Foa come presidente della Rai e, contemporaneamente, della controllata RaiCom. Oltre al partito pentastellato hanno votato a favore in 21, tra cui Partito Democratico e Leu, mentre i rappresentanti di Lega e Fratelli d'Italia hanno totalizzato 9 voti contrari.

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