L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 31 luglio 2019

Gli euroimbecilli di fatto continuano a non commerciare con l'Iran

Nucleare Iran: riunione a Vienna per salvare accordo, ‘costruttiva ma non definitiva’ secondo Teheran

-30/07/2019


VIENNA, 30 LUGLIO – Nel fine settimana si sono incontrati a Vienna i Paesi ancora vincolati al patto sul nucleare iraniano sottoscritto nel 2015. Secondo l’Iran la riunione di emergenza con i restanti firmatari – mancavano gli Stati Uniti, ritiratisi nel maggio dello scorso anno – hanno avuto un esito ”costruttivo”, mostrando che i partner dell’accordo vogliono salvare l’intesa, anche se, per il leader della delegazione di Teheran AbbasAraqchi, restano sul tavolo alcune ”questioni irrisolte”. Nel frattempo, la Repubblicaislamica proseguirà nella ”riduzione” degli impegni previsti dal patto se gli europei falliranno nel salvare ciò che resta del patto


Alla riunione hanno partecipato, oltre all’Iran, le nazioni ancora vincolate all’accordo: Gran Bretagna, Germania, Francia, Russia e Cina. Per i partner europei ulteriori violazioni da parte di Teheran potrebbero alimentare nuove tensioni e fornire i presupposti per un conflitto armato. Per rimanere vincolata ai termini dell’accordo, Teheran ha sempre chiesto tutele e garanzie in tema di commerci, che finora l’Europa non ha saputo fornire a causa delle sanzioni e delle pressioni diplomatiche Usa.
L’obiettivo di questi incontri è di allentare le crescenti tensioni degli ultimi mesi, inasprite nell’ultimo periodo dal sequestro reciproco di petroliere fra Iran e Gran Bretagna, con il pericolo di una escalation sul piano militare. E mantenere ancora in vita l’accordo nucleare del 2015, nonostante Teheran abbia già iniziato a superare limiti e restrizioni previste dal patto.
Secondo Asia News, il delegato iraniano ha commentato a caldo: ”L’atmosfera era costruttiva e la discussione buona. Non posso dire – aggiunge – che abbiamo risolto tutti i problemi. Ma posso confermare che è grande l’impegno di tutti”.

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