L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 23 luglio 2019

La Lega ha scheletri nell'armadio e molti anni di gestione governativa con lo zombi Berlusconi. Per non dimenticare

Caso Siri: un’intercettazione di Arata, confermata dai Nicastri, mette nei guai l’ex sottosegretario della Lega

Nuove rivelazioni sul parlamentare del Carroccio indagato per corruzione

Di Niccolò Di Francesco 22 Lug. 2019
 

 
Caso Siri: l’ex sottosegretario della Lega inchiodato dai Nicastri

Armando Siri, l’ex sottosegretario della Lega indagato per corruzione, è accusato dai Nicastri di aver avuto un accordo con Paolo Arata, consulente della Lega per l’energia arrestato per corruzione lo scorso 12 giugno, per intascare 30mila euro in cambio dell’approvazione di un provvedimento sull’energia rinnovabile in Sicilia.

A confermarlo sono proprio i Nicastri: Vito, “re” dell’eolico ritenuto vicino ai clan mafiosi, e suo figlio Manlio.

Secondo quanto ricostruito da La Repubblica, i due avrebbero confermato la promessa di Arata a corrispondere una tangente di 30mila euro.

A confermarlo ci sarebbe un’intercettazione, effettuata dalla Dia di Trapani, in cui Arata dice a suo figlio e al figlio di Nicastri: “Gli do 30mila euro perché sia chiaro tra di noi. L’emendamento passa, Siri ci lavora un secondo per guadagnare 30mila euro”.

L’intercettazione è stata fatta sentire al figlio di Nicastri, il quale, dopo una iniziale titubanza nel collaborare con gli inquirenti, ha confermato che: “C’ero pure io quella sera. Siri non è stato pagato, ma Arata mi disse di avergli promesso 30 mila euro se l’emendamento fosse passato”.

Ascoltato dai magistrati, Vito Nicastri ha confermato tutto. “All’epoca stavo in carcere, era mio figlio che parlava con Arata. E mio figlio mi ha detto che Arata avrebbe fatto un regalo a Siri se l’emendamento fosse passato”.

Nicastri, poi, ha riferito di aver corrotto anche alcuni dirigenti della Regione Sicilia per sbloccare alcune pratiche.

Armando Siri, il cui incarico da sottosegretario era stato revocato dal premier Conte dopo un lungo braccio di ferro tra Lega e M5S in seguito all’indagine per corruzione nei suoi confronti (qui il riassunto della vicenda), continua a essere al centro della scena politica del Carroccio.

Il caso Siri: un riassunto di quello che è successo dopo che il sottosegretario leghista è stato indagato per corruzione

Ha fatto discutere e infuriare i 5 Stelle, infatti, il suo recente coinvolgimento nell’incontro che Salvini ha tenuto al Viminale con le sigle sindacali, a cui Siri ha partecipato in veste di esperto di politiche fiscali.

Certo è che, dopo le ultime rivelazioni, la sua posizione, comincia a essere ingombrante specialmente per il leader della Lega, che ha sempre difeso il suo parlamentare.
 

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