L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 23 luglio 2019

'ndrangheta - abbiamo un governo del fare che non fa, soprattutto quando si tratta di sviscerare il rapporto del Sistema massonico mafioso politico


Traditori dello Stato per favorire la 'ndrangheta: il governo non è parte civile al processo

Un'interrogazione parlamentare dagli stessi M5s: funzionari della prefettura e Carlo Giovanardi accusati di aver cercato di favorire un'impresa legata ai clan.

Carlo Giovanardi

globalist22 luglio 2019

I motivi per cui il Governo non si è al momento costituito parte civile nel cosiddetto processo "ai traditori di Stato" che si è aperto l'11 luglio a Bologna, sono al centro di un'interrogazione parlamentare del M5s. L'atto, a firma delle deputate Stefania Ascari e Maria Edera Spadoni e indirizzato al presidente del Consiglio dei ministri e a quelli di Interno e Giustizia, prende le mosse dalla vicenda giudiziaria istruita come ramo autonomo dell'inchiesta Aemilia contro la 'ndrangheta dai pubblici ministeri della direzione distrettuale antimafia Beatrice Ronchi e Marco Mescolini. 
Il procedimento, che vede imputati tra gli altri a vario titolo anche con l'aggravante mafiosa, la famiglia di imprenditori modenesi Bianchini, funzionari prefettizi e l'ex senatore Carlo Giovanardi (la cui posizione processuale è sospesa) riguarda in particolare le pressioni che i funzionari della Prefettura e l'ex parlamentare avrebbero esercitato per favorire il reinserimento nella white list di una ditta dei Bianchini considerata infiltrata dalla 'ndrangheta. Nell'udienza preliminare del processo pero', a differenza di Regione Emilia-Romagna, Libera, Camera del lavoro di Modena, Cgil-Fillea di Modena e Cgil di Bologna, l'avvocato dello Stato ha limitato la sua partecipazione a quella di "parte offesa" senza chiedere di essere parte civile. 
Se prima di un eventuale dibattimento gli imputati scegliessero un rito alternativo, lo Stato sarebbe così escluso dai risarcimenti. La ripresa del processo e' fissata per il 29 ottobre, ma intanto Ascari e Spadoni, domandano "se il Governo non ritenga giusto e doveroso che lo Stato si costituisca parte civile nel procedimento penale" e invitano a chiarire "per quali ragioni la costituzione non abbia avuto luogo" e se avverra' nelle prossime udienze.

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